Radio Cora - Giustizia: LOTTA ALLA MAFIA O AI MAGISTRATI?

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  • Giustizia: LOTTA ALLA MAFIA O AI MAGISTRATI?

    Riina_640Sono ore particolari, queste che mentre da un lato vedono il susseguirsi di autorevoli dichiarazioni sinceramente accalorate verso una maggiore attenzione sui temi legati alla lotta verso le illegalità, la corruzione ed ogni sorta di mafia, dall’altro evidenziano che i percorsi corrono il rischio di andare in direzioni diametralmente opposti.

    Ed il riassunto dei pericoli riservati proprio al delicato lavoro di una Magistratura impegnata nel difficile lavoro contro le mafie, lo vediamo in quanto avvenuto nelle scorse ore nei palazzi della politica. In due momenti cruciali che si sono sommati, davvero, in queste ore. Il primo riguarda le nuove normative circa il percorso che poterà alla responsabilità civile dei giudici. L’altro invece, la relazione, tenuta dal Procuratore Nazionale Antimafia Roberti, nell’aula del Senato. Una relazione che oltre a fotografare una situazione assolutamente preoccupante, vede spuntare , per nome di non meglio precisate “entità”, l’esistenza di un protocollo fantasma che denunzierebbe un ennesimo attacco verso la Giustizia impegnata con le mafie.

    Tutto prenderebbe il via da un esposto anonimo nel quale oltre a varie vicende, gran parte di competenza della Dda di Palermo, circa processi facenti parte la storia del contrasto giudiziario a Cosa Nostra, risulterebbe la presenza di notizie di reato a carico di ignoti, asseritamente appartenenti alle forze dell’ordine, che avrebbero spiato alcuni magistrati, impegnati in delicate attività di indagine.

    Fatto gravissimo dunque che dovrà imporre nuova attenzione e comprensione in un momento che invece dovrebbe vedere una linearità di azione indiscutibile. Azione che può essere invece ulteriormente compromessa anche da quella ch’è la nuova normativa sulla responsabilità civile dei giudici.

    Senza entrare nel merito e sulla necessità di rendere più snella ed efficiente l’amministrazione della giustizia, allo stesso modo, credo però sia doveroso, tenere presente quanto, di reazione, e’ uscito da parte dalle stessa Associazione Nazionale Magistrati. Parole ferme e decisamente dure: “E’ un pessimo segnale, la politica approva una legge contro i magistrati”, dice l’associazione di categoria che sottolinea come tutto questo accada mentre c’è una “corruzione dilagante”. La politica, sostiene Rodolfo Sabelli, Presidente di Anm, “oggi ci ha detto che uno dei primi problemi della giustizia italiana sono i magistrati; la criminalità, i processi che non si fanno, sono invece problemi che possono attendere.

    E’ una scelta della politica che non ha ancora approvato una riforma sulla corruzione, sul falso in bilancio, ma si precipita a votare una legge contro i magistrati che combattono la corruzione”. Con questa nuova norma, continua Sabelli, “si intacca il profilo dell’indipendenza dei magistrati. Vi è un rischio di azioni strumentali” dando “la possibilità alla parte processuale più forte economicamente di liberarsi di un giudice scomodo. E’ una strada pericolosa verso una giustizia di classe”. Di fronte a chi vive quotidianamente la realtà della giustizia in Italia cosa di più si sarebbe potuto dire per svegliare dal torpore una politica che sembra votata alla trasparenza ed alle legalità ma che in realtà sembra operare in direzione diametralmente opposta.

    Luca Soldi 

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