Radio Cora - Quando la scienza è ‘scomoda’ si preferisce il linciaggio

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  • Quando la scienza è ‘scomoda’ si preferisce il linciaggio

    Sara Gandini sta facendo un eccellente lavoro di ricerca e di disseminazione, da esperta di epidemiologia qual’è. L’ultimo suo articolo sull’effetto delle riaperture scolastiche sull’epidemia lo trovate su “Lancet Regional Europe” Purtroppo, questo suo impegno ha attirato addosso a Sara Gandini attacchi di ogni genere, spesso offensivi e gratuiti. L’ultima serie di accuse le stanno arrivando per aver pubblicato il suo ultimo lavoro su una rivista descritta come di basso livello, priva di “impact factor”, una di quelle riviste che si chiamano “predatorie.” E infine, massimo orrore, di aver pagato per farselo pubblicare.

    Questa è un’ulteriore dimostrazione che questi attacchi sono puramente politici, fatti da persone che non sanno (o pretendono di non sapere) come funziona la scienza.
    Allora, permettetemi di chiarire. Queste cose le conosco bene in quanto io stesso sono “senior editor” di una rivista scientifica internazionale (Biophysical economics and resource depletion, edita da Springer).
    Per prima cosa, la rivista su cui la Gandini ha pubblicato è una rivista seria e di alto livello. E’ edita da Elsevier, che è il più grande editore scientifico al mondo, un editor che non si squalifica di cerrto pubblicando fesserie. E’ una rivista “ufficiale” del gruppo “Lancet,” una delle riviste di medicina più quotate in assoluto.
    Siccome è una rivista nuova, Lancet Regional Europe non ha ancora un impact factor (un criterio di influenza della rivista). E’ del tutto normale, ci vuole qualche anno perché si accumulino dati a sufficienza per poterlo valutare.
    Il fatto poi che Gandini e i suoi coautori abbiano pagato per pubblicare il loro articolo è stato preso come una confessione di incompetenza. E invece no: è così che funzionano le cose. Gli editori sono imprese commerciali. Possono guadagnare vendendo i loro prodotti, come fanno normalmente gli editori. Oppure, gli autori possono pagare perché il lavoro che pubblicano sia disponibile gratuitamente per il pubblico. Questa si chiama pubblicazione “open access.”
    Anche qui, Gandini e gli altri non hanno fatto niente di diverso da quello che si fa normalmente nella pratica scientifica. Si può sostenere che le riviste facciano dei prezzi esosi (e questo l’ho detto anch’io, più di una volta). Ma non si può usare questo fatto per attacchi strumentali a una persona in particolare.
    Insomma, il dibattito sta andando fuori controllo e quelli che non hanno argomenti, come sempre, ricorrono ad attacchi “ad hominem,” offese e insinuazioni. Ma, per una volta, non si potrebbe cercare di discutere invece sui fatti?

    UGO BARDI

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