Radio Cora - La Variante Inglese: Cosa sta succedendo esattamente?

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  • La Variante Inglese: Cosa sta succedendo esattamente?

     Sicuramente la nuova variante esiste e si sta diffondendo, ma i danni che sta facendo sono limitati. I media ci stanno raccontando che il nuovo virus sta attaccando i giovani, ma i risultati degli studi dicono esattamente il contrario. La mortalità fra i giovani è estremamente bassa e per loro la differenza fra la vecchia e la nuova variante è minuscola, probabilmente non significativa. Fra le altre cose, questo ci dice che la “variante inglese” non è una buona ragione per chiudere le scuole.

    La questione delle varianti coronavirus è stata una nuova occasione per i media per terrorizzare la gente un altro po’. E c’è gente in giro che, in effetti, è terrorizzata. Ma cosa sta succedendo veramente? Vediamo di esaminare quello che sappiamo. La presenza di queste nuove varianti è, sotto certi aspetti, una buona notizia: vuol dire che il virus si trova in difficoltà a diffondersi in una popolazione che ormai ha sviluppato un certo livello di immunità.

    Ne consegue che ci stiamo avviando verso la fine dell’epidemia che probabilmente sarà accelerata dalle campagne di vaccinazione in corso. Ma non ci siamo ancora arrivati. E allora, quanto sono dannose queste varianti?
    Delle varie varianti, quella più comune è quella “inglese” detta B.1.1.7. Gli studi più recenti li trovate a questi link: (1)
    Sono studi indubbiamente ben fatti, anche se soggetti, come sempre, ai limiti dovuti all’incertezza delle misure. Per esempio, per determinare la presenza della variante, si usano i test PCR (i “tamponi”) (2). Ma i tamponi non rilevano direttamente la variante. Se ne assume la presenza se nel test NON si rileva uno dei frammenti genetici del virus standard. Come vi potete immaginare, questo non significa che la variante inglese ci sia, anche se si può ragionevolmente pensarlo.
    Veniamo ora ai risultati. Entrambi gli studi arrivano a conclusioni simili. La letalità (frazione del numero di decessi fra i positivi al test) della nuova versione è leggermente più alta. Per i giovani, la differenza è infinitesimale. Per gli anziani è quantificabile come qualche punto percentuale in più.
    Tanto per dare qualche numero, l’articolo di Nature parla di una letalità di 7 decessi per milione per le donne sotto i 34 anni per la vecchia variante. Sale a circa 11 decessi per milione nella variante inglese. Per le donne anziane l’aumento va da 1,5% per quelle sopra i 70 anni, fino al 6% in più per la fascia sopra 85 anni. I maschi hanno valori simili, solo leggermente più alti.
    Per quanto riguarda le cause di questo aumento di letalità è probabile che sia dovuto al fatto che i nuovi virus riescano a sfuggire un po’ meglio alla reazione immunitaria degli organismi che infettano, quindi si diffondono più rapidamente. Questo dà origine a una carica virale più alta che può essere letale per persone anziane con patologie pregresse.
    Ma, alla fine dei conti, cosa sta succedendo? Sicuramente la nuova variante esiste e si sta diffondendo, ma i danni che sta facendo sono limitati. I media ci stanno raccontando che il nuovo virus sta attaccando i giovani, ma i risultati degli studi dicono esattamente il contrario. La mortalità fra i giovani è estremamente bassa e per loro la differenza fra la vecchia e la nuova variante è minuscola, probabilmente non significativa. Fra le altre cose, questo ci dice che la “variante inglese” non è una buona ragione per chiudere le scuole.
    Se guardiamo poi la letalità media, anche quella rimane molto bassa. Fa notare Rushworth citando l’articolo su BMJ, che se la letalità passa da 0,26% (virus iniziale) a 0,41% (variante inglese), la probabilità media di morire aumenta solo dello 0.15%.
    Teniamo anche conto che la famosa “terza ondata,” probabilmente associata alle nuove varianti, non aumenta più da metà marzo e dà segni evidenti dell’inizio del declino. In questo momento, le ospedalizzazioni continuano ad aumentare, ma se le infezioni calano, anche quelle devono cominciare a calare. Allo stesso tempo, stiamo vedendo che la mortalità in Italia è ormai rientrata da oltre due mesi entro i limiti dei valori medi tipici di questo periodo.
    Capisco che molta gente segue i media, che sono molto bravi a terrorizzarci tutti. Ma su che base stiamo tenendo un intero paese in emergenza? Per non parlare della chiusura delle scuole, quando è chiaro che i giovani non risentono della variante inglese. Bisognerà prima o poi cominciare a parlare in termini di una stima di costi e benefici di quello che facciamo. Altrimenti, non ne usciremo mai più.
    1. Per una discussione approfondita sull’accuratezza di questi studi, potete leggere l’articolo di Sebastian Rushworth https://sebastianrushworth.com/…/is-the-new-covid…/)
    2. Sui limiti dei test PCR, vi consiglio un lavoro di Rushworth, molto chiaro e interessante https://sebastianrushworth.com/…/how-accurate-are-the…/
    UGO BARDI
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