Radio Cora - CAUSA DEL DECESSO: STATO DI EMERGENZA (UN RAGIONAMENTO A RITROSO E UNA FILASTROCCA)

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  • CAUSA DEL DECESSO: STATO DI EMERGENZA (UN RAGIONAMENTO A RITROSO E UNA FILASTROCCA)

    La pubblicità di una ‘mascherina’ per la festa della mamma. Da FB

    Chi oggi chiede meno restrizioni indiscriminate (vogliamo parlare dell’utilità di tenere chiusi i teatri, in cui nei quattro mesi di apertura c’è stato un – UNO – caso di trasmissione del virus?) e più adeguati protocolli di cura domiciliare, che hanno dimostrato di rappresentare la vera differenza tra vivere e morire, si sente rispondere “avete dimenticato la bare di Bergamo”, oppure “ci sono le varianti”. E chi desidera sopra ogni altra cosa sentirsi protetto dai rischi di questa malattia, magari oggi lascia messaggini nostalgici e affettuosi sul profilo fb di Giuseppe Conte, ed è contentissimo che Speranza e Ricciardi (sì, proprio quello che, da presidente dell’ISS, ha ““depotenziato”” il Centro Nazionale di Epidemiologia 5 anni or sono) siano stati riconfermati, e che Arcuri sia ancora commissario speciale.

    1- Perché oggi portiamo religiosamente la mascherina al chiuso e all’aperto, e chi non la indossa, essendo a più di due metri di distanza da altri esseri umani, viene redarguito, se non multato?
    Perché le mascherine trattengono il virus e quindi riducono il contagio, e quindi evitano i morti.
    2- Allora cosa bisogna pensare quando si scopre che milioni e milioni delle mascherine usate fino a oggi, sia ffp2 che chirurgiche, filtrano molto meno di quanto richiesto per essere considerate efficaci, e in una discreta percentuale si può dire che non servono assolutamente nulla?
    Bisogna pensare che il contagio si è diffuso in questi mesi, e tanta gente è morta, anche per colpa di questo piccolo disguido.
    3- E perché si è verificato questo piccolo disguido?
    Perché in Italia non è stata controllata né testata la merce importata, ma ci si è fidati della autocertificazioni dei produttori.
    4- E perché non si è testata la merce importata, come impone la normativa, decidendo invece di fidarsi dell’oste che elogia il proprio vino?
    Perché in tutti questi mesi gli appalti e gli acquisti sono stati gestiti dalla struttura commissariale “in deroga a ogni disposizione vigente”, cioè, per esempio, saltando i passaggi di controllo qualità a campione.
    5- E perché c’è stata questa deroga scriteriata?
    Perché lo stato di emergenza serve appunto a consentire questo, e non a molto altro.
    6- E quelli che “se non porti la mascherina quando sei solo in un bosco sei un irresponsabile” e che “se porto la mascherina posso stare anche appiccicato agli altri, nei supermercati, sui mezzi, per strada”, cosa dicevano costoro a chi a luglio deplorava la proroga dello stato di emergenza (che palesemente non serviva ad approntare un piano di emergenza, come si è potuto verificare, ma solo a fare appalti e acquisti in assenza degli opportuni controlli, per l’appunto)?
    Che offendevano i morti ed erano irresponsabili, e la democrazia veniva dopo la salute.
    7- Invece avere glorificato la possibilità di fare acquisti e appalti in deroga alle normative vigenti, e quindi avere permesso che si distribuissero mascherine che non servono a niente alla popolazione – compresi ovviamente i medici, gli operatori sanitari e il personale delle rsa, dove misteriosamente gli anziani si sono continuati a contagiare in quantità impressionanti – è una forma di rispetto per quei morti che questa stessa gestione ha contribuito a determinare? (Si potrebbe anche parlare delle sedie scolastiche con le ruote, già buttate nella spazzatura perché rovinano la schiena ai ragazzi.)
    Risposta non disponibile causa cortocircuito civile.

    In effetti siamo proprio un cortocircuito senza soluzione.
    Chi a luglio invocava la proroga dello stato di emergenza (senza sapere esattamente cosa volesse dire, presumo: ma dal nome doveva sembrargli qualcosa di adatto alle circostanze), è lo stesso che adesso aggredisce chi tiene la mascherina abbassata per strada se non c’è nessuno nel raggio di 5 metri. E chi a luglio criticava la proroga dello stato di emergenza invocando una gestione assennata e sostanziale – non nominale – dei rischi, da compiersi in regime ordinario e non rinunciando alle garanzie e ai benefici offerti (e imposti) dalla democrazie e dalla Costituzione, è lo stesso che se oggi cammina in un bosco si abbassa sensatamente la mascherina; e per questo motivo rischia di essere insultato da quegli altri, o preso a sassate (di pochi giorni fa la notizia di un tizio con la mascherina abbassata perché solo in strada che si è visto puntare contro una pistola da un altro tizio).

    Così chi oggi chiede meno restrizioni indiscriminate (vogliamo parlare dell’utilità di tenere chiusi i teatri, in cui nei quattro mesi di apertura c’è stato un – UNO – caso di trasmissione del virus?) e più adeguati protocolli di cura domiciliare, che hanno dimostrato di rappresentare la vera differenza tra vivere e morire, si sente rispondere “avete dimenticato la bare di Bergamo”, oppure “ci sono le varianti”.
    E chi desidera sopra ogni altra cosa sentirsi protetto dai rischi di questa malattia, magari oggi lascia messaggini nostalgici e affettuosi sul profilo fb di Giuseppe Conte, ed è contentissimo che Speranza e Ricciardi (sì, proprio quello che, da presidente dell’ISS, ha ““depotenziato”” il Centro Nazionale di Epidemiologia 5 anni or sono) siano stati riconfermati, e che Arcuri sia ancora commissario speciale.
    Mondi separati che continueranno ad andare avanti come rette parallele senza mai incontrarsi.

    Per chi trovasse questo ragionamento un po’ troppo arzigogolato, il succo del discorso è riassumibile in una semplicissima sestina in rima baciata:

    Chi senza usare la ragione
    si è fidato della voce del padrone
    e indifferente alla Costituzione
    ha voluto lo stato di eccezione
    sperando di avere miglior protezione
    si è dimostrato un gran coglione

    CARLO CUPPINI

    Fonti:

    Mascherine ffp2 inservibili

    Mascherine chirurgiche non conformi agli standard
    Mascherine e pistole
    Rotelle e mal di schiena
    La fine del Centro Nazionale di Epidemiologia

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