Radio Cora - L’ultima ondata virale di complottismo covidiano: il tampone anale

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  • L’ultima ondata virale di complottismo covidiano: il tampone anale

    tampone covidOra, da questa vicenda, sembra che dovremo cominciare tutti a farci tamponi anali per rilevare il virus. Il tutto sulla base di dati che non sono stati verificati da nessuno, che non sono nuovi, e non dicono niente di ben definito. In sostanza, sono sempre le stesse cose: miti, leggende, complotti, vaghe correlazioni, interviste sparate sui giornali, l’esperto di turno che dice la sua sulla base di non si sa cosa. Tutto serve per terrorizzare la gente.

    In Italia, la storia che un “tampone anale” sarebbe necessario nella lotta contro il covid sta cominciando ad apparire in vari siti, per esempio qui su “Affari Italiani” dove un certo Dr. Brogna viene intervistato e dice che:”visto che  è anche un  batteriofago bisogna accettare l’evidenza che sta ovunque. Colonizza fogne, acque, mari. Tutto (ecco perché si aveva notizia del virus nella papaia o nel frigo, nelle fogne Olandesi o di Milano, ndr). Non credo che basti chiudere tutto periodicamente senza  disinfettare continuamente, come hanno fatto in Cina, le scuole, luoghi pubblici, mezzi di trasporto,  le strade. La disinfestazione periodica dovrebbe essere fatta con protocolli prestabiliti  e coordinati. Certo, la mascherina è una protezione, ma  non sufficiente. Il contatto e la trasmissione orofecale rappresenta una altra spiegazione agli aumenti continui dei positivi. Inoltre essendo ubiquitario e replicandosi velocemente è riduttivo parlare di variante brasiliana o inglese: fra poco avremo moltissime varianti , la variante lombarda, laziale, poi quella milanese e romana e poi quella individuale! Insomma lo avremo tutti nel giro di qualche anno. ” e “Da settembre scorso stiamo consigliando il tampone nelle feci ed ora anche i cinesi se ne sono accorti: il tampone oro-naso-faringeo può dare dei falsi negativi.”

    La faccenda sta andando virale, e trovate altre interviste in giro dove Brogna suggerisce misure estreme di chiusura e disinfezione, come pure tamponi anali per tutti.

    Cosa c’è di vero in questa faccenda? Cominciamo dall’autore, il Dr. Carlo Brogna che risulta essere titolare di uno studio dentistico in provincia di Avellino . Oltre che fare il dentista, il Dr. Brogna si occupa di ricerca e ha pubblicato qualche articolo sulla faccenda del Sars-Cov2. Un suo articolo, lo troviamo su una “repository” scientifica (www.preprints.org) che ha un vago aspetto di una rivista scientifica, anche se è solo un sito dove puoi pubblicare anche la lista della spesa di tua zia, se vuoi. L’articolo in inglese è totalmente incomprensibile. Un po’ meglio è altro preprint di Brogna che si trova a questo link  dove lui riporta dei dati su dei peptidi trovati nelle urine di Covid19 . In sostanza, le tesi di Brogna si evincono meglio dal suo libro in Italiano, disponibile su Amazon Kindle che si intitola, niente male, “Sars Cov 2, La completa verità.”

    Nel libro leggiamo che, sostanzialmente, Brogna ha visto qualcosa che somiglia a dei virus Sars-Cov2 che appaiono nelle foto al microscopio elettronco insieme a dei batteri. Da questo deduce che il virus è un “batteriofago.” Ovvero, attaccherebbe i batteri che ne formerebbero un veicolo di trasmissione importante. In più c’è il discorso dei peptidi che Brogna ritiene siano un fattore importante nella malattia da coronavirus, ma non riporta prove in proposito. Più che altro, Brogna parte dal discorso che il virus attacca i batteri per sostenere che sono i batteri il veicolo di infezione importante

    Cosa ne possiamo dire di queste idee? Diciamo che sono un tantinello controverse. Le immagini al microscopio elettronico non provano assolutamente niente. Che ci siano dei coronavirus (ammesso che siano Sars-Cov-2) vicino a un batterio non vuol dire affatto che lo stiano infettando. Il fatto che uno si faccia un selfie davanti al palazzo del quirinale non vuol dire che sia il presidente della repubblica.

    Poi, i coronavirus e i virus batteriofagi sono creature che hanno qualcosa in comune, ma sono anche completamente diversi. I batteriofagi sono specializzati nell’attaccare i batteri e hanno dei meccanismi specifici per farlo. Su questa cosa, Remy Brucellin, scienziato francese ha detto che “Dire che il Sars-Cov-2 sia un batteriofago sarebbe come dire che una gallina si mette ad allattare un capretto.”

    Infine, trovare il covid nelle feci umane non è cosa nuova. E’ abbastanza noto che molti virus possono sopravvivere nell’ambiente gastrointestinale umano. Lo fa anche il Sars-Cov-2, come troviamo scritto in un review di Heneghan (un nome che è una garanzia di serietà) che dice “non c’è prova che le feci delle persone infette possano infettare altre persone, ma non è impossibile. Ma  è probabile, anche se non veramente provato.

    Scavando un po’ più a fondo nella faccenda dell’ipotetico “batteriofago”, troviamo che Brogna non si è inventato nulla. Già da tempo un ricercatore indiano chiamato Chakraborty si era inventato questa idea che il Sars-Cov-2 attacca dei batteri comuni chiamati “Prevotella” e in qualche modo li utilizza come vettore per infettare gli esseri umani. La cosa era basata sostanzialmente su vaghe inferenze ed era stata pubblicata solo sul blog di Chakraborty, ma era stata ripresa su diversi siti internazionali, tipo Medium. Da notare che Brogna non cita Chakraborty nel suo libro.

    Cosa dire poi del libro di Brogna? Beh, diciamo che è vago, per non dir di peggio, e il fatto che alla fine l’autore si paragoni a Martin Lutero, Cristoforo Colombo, e Galileo, non depone bene a favore del suo approccio. E non parliamo dell’idea della variante romana, milanese, e casalpusterlenghese del virus che non si sa proprio da dove viene fuori.

    Infine, chi ha fatto effettivamente le misure che Brogna cita? Non sono indagini facili, ve ne potete rendere conto dai dati di letteratura. Per fare queste misure ci vogliono ricercatori competenti, tempo macchina di un microscopio elettronico, capacità di fare culture virali, e altre cosette. Sono robette dove spendere qualche centinaio di migliaia di euro è cosa del tutto normale. Il tutto è stato fatto da un ente che si chiama “Craniomed” che una s.r.l. in provincia di Avellino apparentemente dedicata a fare ricerca in campo odontoiatrico, chiaramente associata con il Dr. Brogna. Chi sono e cosa fanno esattamente, non è dato sapere. Sicuramente sono persone competenti nel loro campo, ma rimane il dubbio di chi esattamente abbia messo a disposizione i fondi per questa ricerca.

    Ora, da questa vicenda, sembra che dovremo cominciare tutti a farci tamponi anali per rilevare il virus. Il tutto sulla base di dati che non sono stati verificati da nessuno, che non sono nuovi, e non dicono niente di ben definito. In sostanza, sono sempre le stesse cose: miti, leggende, complotti, vaghe correlazioni, interviste sparate sui giornali, l’esperto di turno che dice la sua sulla base di non si sa cosa. Tutto serve per terrorizzare la gente.

    UGI BARDI

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