Radio Cora - Come facciamo a sapere chi ha ragione sul Covid?

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  • Come facciamo a sapere chi ha ragione sul Covid?

    Quando si parla di Covid sul Web, ci sono due atteggiamenti di base: quello “grillino” dell’ “uno vale uno” vuole che l’opinione di chiunque sia valida come quella di chiunque altro. L’opposto e quello che possiamo chiamare “burionico” che si traduce come “uno vale uno, un altro vale zero” a seconda delle qualifiche. E quindi se un idraulico di Busto Arsizio si mette a parlare di biologia molecolare, secondo il primo principio potrebbe anche aver ragione.

    Però il secondo ci dice che sono automaticamente fake news. Viceversa, quando parla Burioni o qualche altro virologo blasonato, dovremmo assumere automaticamente che ha ragione, perchè questa è la “Scienza” con la lettera maiuscola.
    Senza voler dire male di Burioni, che sicuramente ne sa più di Grillo di biologia molecolare, c’è però qualche piccolo problema. La scienza non è un monolito scintillante, tipo quello del film “Odissea nello Spazio.” La scienza è un costrutto umano e gli scienziati sono spesso in disaccordo fra di loro e, soprattutto, la scienza cambia col tempo. Anche nella medicina, se andate a vedere che cos’erano certe procedure standard di qualche tempo fa, ci sono cose che fanno rabbrividire. Un esempio classico è come si trattava una volta il cancro al seno, come ci racconta Siddharta Mukerjee nel suo libro sul cancro (“L’imperatore di tutte le malattie”). Un secolo fa, la “chirurgia radicale” era lo standard scientifico dell’epoca e la procedura equivaleva a mutilare le donne infliggendo delle sofferenze spaventose e del tutto inutili. Ci vollero decenni prima di arrivare a capire che non era una buona idea, nonostante si dicesse che era quello che diceva la “Scienza”.
    Oggi, siamo bombardati di dati e storie sul Covid che arrivano da ogni parte. La maggior parte di noi non s’intende di virologia, biologia molecolare e altri campi scientifici e allora come giudicare chi ci racconta che ci potrebbero essere degli errori profondi nella concezione scientifica corrente della faccenda? Ci dobbiamo fidare completamente della “Scienza”? Dobbiamo mettere la faccenda in mano alla censura di Facebook che automaticamente taglia quelle che giudica “fake news?” Oppure farci convincere da quelli che ci raccontano di complotti e imbrogli alle nostre spalle?
    Ci vorrebbe una via di mezzo, ma non è facile: c’è sempre il rischio che a saperne solo un po’ di una certa cosa, si facciano più errori che a non saperne niente. Questo è quello che si chiama l’effetto “Dunning Kruger.” Entro certi limiti, è un problema irrisolvibile. Però, prima di scrollare le spalle e lasciar perdere, con un po’ di buonsenso forse qualcosa di sensato si può dire senza cadere né nel grillismo nè nel burionismo.
    Come esercizio, proviamo a prendere la questione dei vaccini come affrontata in un articolo recente intitolato “Vaccini Covid e il paradosso del calabrone” ed è scritto da Leopoldo Salmaso. Lo trovate a questo link: https://sinistrainrete.info/societa/19737-leopoldo-salmaso-vaccini-covid-e-il-paradosso-del-calabrone.html. E’ un esercizio che facciamo insieme perché io stesso non sono un’esperto né di biologia molecolare né di immunologia.

    L’idea dell’articolo è che i vaccini contro il covid possono modificare il DNA delle cellule con le quali interagiscono. Questo sarebbe ovviamente molto male. Ma sappiamo che la scienza “ufficiale” nega questa possibilità. D’altra parte è anche vero che limitarsi a gridare “dalli al No-Vax” non è una critica sufficiente e nemmeno utile. Ma chi ha ragione?
    Cominciamo da una valutazione “al contorno”: anche senza essere virologi, si può dire qualcosa sulla competenza di chi scrive. In primo luogo “ComedonChisciotte” non è certamente un sito con qualifiche scientifiche. Poi, l’autore, Salmaso, si presenta come: “Medico, marito, padre e nonno. Studioso delle relazioni socio-economiche, finanziarie e monetarie fra Nord e Sud del mondo.” Beh, diciamo che essere uno studioso di economia non è in se una qualifica per parlare di vaccini, ma se girellate un po’ sul Web trovate che questa persona veramente esiste ed è molto attiva a scrivere cose sul covid su siti soprattutto “di sinistra.” Sembra che sia veramente un medico con esperienza di malattie infettive. Fin qui, non butta benissimo, ma non è da dire che sono fake news a priori. Vale la pena di approfondire un po’ di più.

    Allora, proviamo a leggere l’articolo e si comincia subito male col discorso dei bombi che, secondo gli scienziati “non potrebbero volare.” Non è che sia proprio una bufala, ma è quantomeno una cosa inesatta. La storia vera è che negli anni 1930 un tale aveva notato che il volo degli insetti non era compatibile con le leggi dell’aerodinamica. Non aveva mai parlato di bombi e si riferiva a certe condizioni specifiche. E, comunque, messo anche che quel tale avesse detto una fesseria, è cosa del tutto irrilevante riguardo al discorso dei vaccini.
    Notiamo anche come l’articolo sia scritto come se qualcuno facesse un processo all’autore. Cosa curiosa, non di per se sbagliata, ma da l’impressione di voler drammatizzare una tesi che, in se, non contiene gran che oltre che un’invocazione del “principio di precauzione.” Che è un buon principio, ma va applicato con intelligenza.
    Infine, notiamo che nell’articolo non c’è una bibliografia scientifica vera è propria. Si citano articoli di giornale, altri articoli di Salman, comunicati dell’ISS e altre cose, tutto in Italiano e, in generale, niente che possa essere considerato come un supporto su basi scientifiche alla tesi dell’articolo, ovvero che il vaccino causa mutazioni genetiche nelle cellule umane

    Ma andiamo al nocciolo dell’articolo, che trovate più o meno in questa frase

    Questa è un’illusione semplicistica, come se il mRNA fosse una scheda elettronica, la cellula fosse un tornio a controllo numerico, e non esistesse nient’altro. Invece ogni cellula è un universo vivente (19) nel quale tutto interagisce, compresi enzimi RT che trascrivono il mRNA e mandano retro-informazione nel nucleo dove quell’informazione viene confrontata col programma originale. Se anche solo di poco differente, scattano contromisure (e l’informazione viene archiviata come sequenza di DNA, il codice genetico appunto)

    E’ sensata oppure no? Io stesso, al primo colpo, mi sono trovato perplesso. Non avrà mica ragione questo signore a dire che il mRNA iniettato con il vaccino può andare a modificare il DNA delle cellule? Sapete che il DNA contiene l’informazione genetica di quello che noi siamo e se succede davvero qualcosa del genere, allora vi potreste trasformare in un mostriciattolo peloso o qualcosa del genere. Ma è possibile? Beh, è stata una buona occasione per me di imparare qualcosa e sul Web non è difficile trovare informazioni comprensibili anche dai non-specialisti.
    Senza andare nei dettagli, limitiamoci a dire che in primo luogo c’è una cosa che dovrebbe essere nota a tutti quelli che hanno fatto perlomeno il liceo. Ovvero, che nelle cellule normalmente l’informazione passa dal DNA all’RNA e non viceversa. Questo lo sa anche Salmaso, per cui invoca la presenza di un “enzima RT” dove “RT” sta per “reverse transcriptase,” che in effetti fa proprio questo: trasforma l’RNA in DNA. Ma è una cosa che succede nel caso dei retrovirus (quelli dell’AIDS; per intenderci). La cellula umana non contiene questi enzimi: perché mai dovrebbe contenere qualcosa che servirebbe solo a far danni al proprio DNA? A maggior ragione, non li contiene il vaccino, perché dovrebbe?
    Qui, Salmaso si lancia in una serie di vaghi ragionamenti sulla cellula che sarebbe un “universo vivente” citando a sostegno un suo articolo dove parla di tutt’altre cose. Poi parla di “chimere” che risulterebbero dall’interazione fra il vaccino e altri coronavirus, e altre cose. Francamente, una gran confusione senza capo ne coda. Ripeto che non sono un esperto di queste cose, ma se te le studi un po’ vedi che la genetica cellulare funziona secondo una certa logica. Non ti puoi inventare che l’RNA da solo si trasforma in DNA, non più di quanto uno ci potrebbe raccontare che i topi danno la caccia ai gatti (perlomeno fuori dai cartoni animati). Insomma, non c’è bisogno di essere specialisti per capire che l’articolo di Salmaso è un pezzo che mira più che altro a spaventare la gente ma non si basa su niente di concreto.
    Con questo non voglio dire che sono un burionista. Nemmeno per idea. Qui, prima di arrivare a una conclusione, non è che mi sono fidato della “Scienza.” Ho cercato di ragionarci sopra con la mia testa. E riconosco i limiti della mia analisi. Così, su una cosa do volentieri ragione a Salmaso: ci vuole molta cautela con queste cose. Il principio di precauzione va applicato correttamente: il rischio del vaccino contro il Covid non è che ti trasformi in un mostro peloso; è, più semplicemente, che non funzioni così bene come sembrava funzionasse. Il rischio di una reazione allergica certamente esiste ma, se uno ha più di 70 anni, lo sa di essere a un rischio probabilmente maggiore con il COVID-19 ancora attivo. Quindi, secondo me le persone di una certa età o che hanno fattori di rischio fanno bene a vaccinarsi come una loro libera scelta. Non è una questione ideologica: semplicemente di buonsenso. Che in fondo è quello che conta.

    UGO BARDI

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