Radio Cora - Vaccini: perché a me?

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  • Vaccini: perché a me?

    Oggi riceverò la prima dose di Pfizer mRNABNT162b2. Sono un medico in pensione di 69 anni e ne sono molto felice, ma non posso fare a meno di chiedermi: perché a me?

    Prima di me, in Italia,  sono stati vaccinati tutti gli addetti alla sanità indipendentemente dalla loro età e dalle loro funzioni. Sono stati vaccinati dunque gli impiegati amministrativi, gli addetti alla pulizia, il personale sanitario che presta servizio nei reparti di oculistica e/o riproduzione assistita, i centralinisti del 118, addirittura gli studenti tirocinanti del sesto anno di medicina. Nel frattempo i  dati dell’ISS ci dicono che l’età media  dei decessi per Covid è 81 anni e che oltre il 90% dei decessi è compreso nella fascia di età superiore ai 70 anni. Ci viene comunicato che la scelta vaccinale è stata quella di rendere sicuri prioritariamente i luoghi dove è più facile il contagio. Ma in che modo, mi chiedo, se ancora non sappiamo se il vaccino ha un effetto sterilizzante, cioè se i vaccinati possono trasmettere il virus una volta che siano stati in contatto con lo stesso? Dunque pongo la seconda domanda: se avessimo attuato la strategia di vaccinare per primo il personale sanitario addetto ai reparti a rischio (e solo quello) e gli anziani over 80 quanti di quei morti che da un anno giornalmente ci vengono comunicati come un vero bollettino di guerra avremmo risparmiato? Quando, da un anno a questa parte, siamo invitati a evitare i contatti con i nostri anziani e che è meglio, per loro, passare anche il Natale da soli, perché sono loro quelli veramente a rischio, è ipocrisia o incapacità? Mi viene da pensare che possano essere entrambe le cose e, se è così, sono molto preoccupato per il futuro.

    MAURIZIO MATTEOLI

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