Radio Cora - “I conti con la storia”: Le leggi razziali fra televisione e storiografia

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  • “I conti con la storia”: Le leggi razziali fra televisione e storiografia

    Nasce il WebDoc: un documentario multimediale realizzato appositamente per il web. Il titolo: “I conti con la storia”. Il progetto è stato realizzato per il Dipartimento di Studi Umanistici da Leonardo Campus, dell’Università Ca’ Foscari e autore tv di programmi storici.

    I conti con la storia è un viaggio interattivo nella memoria delle leggi razziali, attraverso testi, video, fotografie, link, etc. Un percorso di approfondimento innovativo, digitale, pensato sia per gli studiosi che per il pubblico, sul modo in cui è stata realizzata una delle pagine più oscure della storia nazionale (anche per la compromissione con il fascismo da parte di molti attori della vita politica repubblicana) e poi raccontata agli italiani dalla televisione pubblica, oltre che dalla storiografia e dalle istituzioni, dal Dopoguerra ad oggi.

    Grazie a uno speciale accordo con Rai Teche e a una lunga ricerca d’archivio, il WebDoc riporta alla luce e rende accessibili al pubblico estratti di preziosi documenti video, alcuni dei quali dimenticati, firmati da maestri come Liliana Cavani, Enzo Biagi, Arrigo Levi. Ad esempio interessantissimo il documentario di Sergio Zavoli Piazza Giudia del 1963, realizzato per i vent’anni della razzia del Portico di Ottavia

    “La televisione è sempre più veicolo di memoria ma anche fonte di ricerca per chi si occupa del Novecento”, afferma Campus.
    Il materiale di archivio è arricchito dalle testimonianze. Impossibile non citare l’aforisma di Primo Levi “Ognuno è ebreo di qualcuno” e l’ammissione della dolorosa difficoltà della senatrice Liliana Segre nel raccontare: “Nessuno voleva parlare di Aushwitz, neanche io […] se le cose non le dici allora le cose non esistono”. “Ho atteso oltre 40 anni dal mio ritorno a Milano prima di cominciare la mia testimonianza. “Ho iniziato a parlare ai ragazzi quando sono diventata nonna”

    Nedo Fiano (recentissimamente scomparso) racconta con stupore attonito come, con la promulgazione delle leggi raziali “da un giorno all’altro è piombato su di noi il buio più assoluto, persino dai vicini di casa”.

    La struttura del Web -sottolinea Campus- è uno strumento di comunicazione più immediato e fruibile ormai di un libro stampato, per qualsiasi pubblico. Anche Gadi Luzzatto Voghera, direttore dal 2016 della fondazione CDEC, sottolinea l’importanza di fare rete ed evidenzia come questo WebDoc sia un importante strumento di collegamento e di connessione fra i vari archivi delle digital humanities.

    E Simon Levis Sullam, associato di Storia alla Ca’ Foscari, elogia l’importanza di una sterminata quantità di fonti visive, bilingui (italiano ed inglese).
    Auspichiamoci che questo nuovo strumento funzioni davvero, perché quando si arriva all’ultimo video del WebDoc, girato il mese scorso in una piazza del centro di Roma e in un adiacente mercato fra i passanti sconvolge constatare che ben il 50% degli intervistati non sappiano che in Italia ci sono state leggi razziali! Anche altre risposte lasciano attoniti: “mah, forse Mussolini ha fatto qualcosa contro gli ebrei, ma quelli non sono cittadini italiani”, o “no, mai -e all’accenno al Duce- no, i problemi sono iniziati solo quando ci hanno occupati i Tedeschi” ed infine “boh,forse… saranno cose successe prima che io nascessi”.
    Ecco, per costoro un’occhiata a www.iconticonlastoria.it sarebbe d’uopo!

    CHIARA NENCIONI

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