Radio Cora - Il diritto/dovere dell’indignazione

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  • Il diritto/dovere dell’indignazione

    Le vittime del 29 giugno, i loro familiari non sono  tragica fatalità Lo diciamo per loro, per la città, ma anche per i nostri ragazzi: il diritto, l’educazione civica, l’economia, la storia, la tecnologia non sono solo discipline teoriche. Chiedere una testimonianza, indignarsi, chiarire ogni aspetto di una questione, sviluppare il pensiero critico, questo è il miglior “compito autentico” che possiamo sottoporgli.

    Come educatori abbiamo l’obbligo, per convinto senso dello Stato e della convivenza civile, di rispettare la Giustizia e le sue sentenze –Socrate docet-, consapevoli che le regole vanno seguite ed esistono organi preposti ad emettere sanzioni commisurate e giuste, in accordo con la legislazione. Questo è il fondamento dell’educazione alla Cittadinanza, che ha mutato il nome in Educazione Civica, che contribuiamo – anzi è nostro compito morale precipuo- fornire ai nostri studenti.

    Abbiamo però anche la necessità di sviluppare in loro il senso critico, combattere l’indifferenza, alimentare il loro spirito di appartenenza alla comunità, soprattutto insegnare che ogni azione ha una conseguenza e che porta in sé delle responsabilità individuali, tanto più ampie e delicate quanto più è importante il ruolo che si riveste. Come docenti oltre a fornire ai nostri alunni cultura, conoscenze e competenze professionali dobbiamo trasmettere loro l’idea di essere sempre consapevoli delle conseguenze del loro operato. Anche questo è Educazione Civica.

    Sappiamo che formiamo quella che sarà la classe produttiva e creativa del futuro: operai, forze dell’ordine, sanitari, commercianti, sportivi, artisti, professionisti, dirigenti: in una parola, i cittadini del domani.

    In considerazione di ciò usiamo senza paura usare la nostra voce per esprimere sdegno e preoccupazione per la sentenza della Corte di Cassazione dell’8 gennaio 2021 che, ribaltando i giudizi precedenti, annulla il reato di omicidio colposo per i responsabili della Strage ferroviaria a seguito dell’esclusione dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro.

    Le vittime del 29 giugno, i loro familiari non sono  tragica fatalità Lo diciamo per loro, per la città, ma anche per i nostri ragazzi: il diritto, l’educazione civica, l’economia, la storia, la tecnologia non sono solo discipline teoriche. Chiedere una testimonianza, indignarsi, chiarire ogni aspetto di una questione, sviluppare il pensiero critico, questo è il miglior “compito autentico” che possiamo sottoporgli.

    CHIARA NENCIONI

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