Radio Cora - Premio Acqui Storia, edizione dedicata al personale sanitario

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  • Premio Acqui Storia, edizione dedicata al personale sanitario

    Storia non è un elenco di date e battaglie, né una disciplina ammuffita da vecchi barbogi; la Storia è bella perché è varia, è appassionante perché, nello studiare il passato dal punto di vista del presente, noi storici proviamo a rispettare la differenza fra queste due categorie temporali. Si è tenuta sabato 17 nel pomeriggio ad Acqui terme la cerimonia del premio Acqui Storia. Il premio, giunto alla 53esima edizione, è nato per ricordare l’eccidio della 33’ Divisione di fanteria Acqui a Cefalonia, l’indomani dell’armistizio, nel 1943.

    Per volere della giunta comunale questa edizione è stata dedicata al personale sanitario e ai volontari da mesi in trincea contro la pandemia.

    Sul palco,  il giornalista Roberto Giacobbo, sopravvissuto al coronavirus, che conduce l’evento e consegna i premi.

    Ecco vincitori delle tre sezioni dell’Acqui Storia tra i 168 concorrenti: Gian Piero Brunetta per la sezione storico-divulgativa,  Luciano Canfora per storico-scientifica e Mariapia De Conto per il romanzo storico.

    Il professor Gian Piero Brunetta, ordinario di storia e critica del cinema presso l’Università degli studi di Padova, è stato premiato per il saggio l’Italia sullo schermo. Come il cinema ha raccontato l’identità nazionale, pubblicato da Carocci. Si tratta di un saggio divulgativo ma denso, frutto di 40 anni di lavoro, che vuol dimostrare come il cinema, forma di arte totale, faccia la Storia e sia allo stesso tempo documento e monumento. La trattazione inizia con i film sul Risorgimento, fucina e fondaco dell’identità italiana. Molto spazio è dedicato al tema delle guerre: quelle coloniali (in cui le pellicole indugiano di più sulle estetismo che sulla materia storica) e le due guerre mondiali (in cui il cinema italiano non fa vedere i morti perché sarebbero di “nocumento alle madri”) per poi arrivare al Boom economico e ai film di fine secolo scorso.

    Luciano Canfora, professore emerito di filologia greca e latina presso l’ Università di Bari, prolifico saggista di filologia, storia e politica dall’età antica all’età contemporanea, è stato premiato per il voluminoso saggio (quasi 1000 pagine) Il sovversivo. Concetto Marchesi e il comunismo italiano, edito da Feltrinelli. Sul palco Canfora, per introdurre la sua biografia di uno dei personaggi politici più controversi della sinistra citando Togliatti, definisce Marchesi “il più profondo degli umanisti, il più audace tra i pensatori moderni”. Il saggio traccia la figura del classicista dalla sua iniziale adesione ai fasci siciliani al PCI resistenziale e poi togliattiano fino al “terribile” 1956.

    Mariapia De Conto, specialista di letteratura per ragazzi e promotrice di attività di lettura e corsi di formazione, ha vinto il premio per il suo romanzo storico Il silenzio di Veronika. Ambientato nella Berlino negli anni immediatamente successivi alla caduta del muro, narra, sotto forma di giallo, la ricerca da parte della figlia Petra, rimasta sola col il padre Günther, della madre Veronika misteriosamente scomparsa proprio la notte della caduta del muro. Su tutto aleggia l’ombra scura della Stasi.

    Il riconoscimento di Testimoni del Tempo è andato a Alessandro Barbero e a Paolo Pezzino.

    Alessandro Barbero, vincitore questo anno anche del premio Hemingway e già vincitore nel 1996 del premio Strega, coniuga il suo ruolo di docente universitario -insegna storia medievale all’università di Torino- con quella di divulgatore, in grado di raggiungere un vasto ed eterogeneo pubblico, compresi i giovani.

    Paolo Pezzino, già professore ordinario di storia contemporanea presso l’università di Pisa, riceve il premio quale Presidente dell’istituto nazionale Ferruccio Parri, capofila di una rete di 65 istituiti associati e di 15 collegati, unica in Europa, che  da 71 anni si occupa di ricerca storica sull’età contemporanea (non solo sull’antifascismo  e il movimento di liberazione ma anche sull’ intero arco cronologico del ‘900 e del secolo corrente) coniugando serietà scientifica, onestà intellettuale e attenzione alla divulgazione al di fuori dei ristretti ambiti accademici con particolare riguardo per il mondo della scuola.

    Il premio “La storia in tv” è andato a Roberto Olla, scrittore e giornalista specializzato nella realizzazione di inchieste e  di documentari storici, autore -tra l’altro- della famosa e fortunata serie dei combat film, che hanno cambiato nel pubblico la percezione della seconda guerra mondiale.

    Infine, il premio alla carriera viene assegnato al giornalista e conduttore televisivo Gad Lerner.  Iniziata nel 1976 la sua carriera come giornalista politicamente esposto, per poi continuare a scrivere su testate nazionali come Repubblica e recentemente Il fatto quotidiano, ha condotto il Tg1, il Tg7, ideato programmi per Rai3 ed è un ascoltato consulente sui temi della comunicazione per personalità politiche.

    Eventi come questo dimostrano che la storia ha ancora il suo fascino,  che la storia non è un elenco di date e battaglie, né una disciplina ammuffita da vecchi barbogi; la storia è bella perché è varia, è appassionante e puoi essere studiata e raccontata sotto varie angolazioni e con vari mezzi.

     

    Chiara Nencioni

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