Radio Cora - Fino al cuore della rivolta: promessa mantenuta!

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  • Fino al cuore della rivolta: promessa mantenuta!

    Avevamo promesso che ci saremmo stati e abbiamo mantenuto la parola! “Fino al cuore della rivolta. Mai più come prima”  si è concluso e già ci manca perché è stata una sperimentazione interessantissima, un mettere tutti e tutte noi alla prova, un modo per resistere e non rassegnarci al tempo crudele in cui viviamo.

    È stato un festival “ripensato”, “light” ma anche “rovesciato” (non solo nella logistica). Un festival “diffuso”, dai primi di agosto ai primi di settembre. Ogni evento è stato comunicato last minute come una sorta di messaggio nella bottiglia. Perché se la pandemia mette in discussione ogni nostra consuetudine allora si deve, come sempre, far di necessità virtù e provare a giocare la partita dell’imprevisto e dell’inedito.

    Abbiamo fatto una scommessa non facile in questi tempi così complessi, minati da insicurezze, paure e alterazione dei consueti spazi di vita. La pandemia ha fatto fare conti dolorosi con la sostenibilità del nostro sistema, messo a dura prova la tenuta sociale, messo in crisi interi settori tra cui quello della cultura e dello spettacolo, in cui prevalgono lavori intermittenti e precari come pochi altri.

    Anche per questo ci siamo sentiti in dovere di tenere in vita questo festival, ribaltando spazi e organizzazione, orari e formule, ma senza intaccare lo spirito che lo anima da ben sedici edizioni: quello della memoria e dell’impegno civile che si intrecciano alla musica e al teatro, allo spettacolo e alla socialità, tutto ricondotto all’interno della cornice unica: il bosco di castagni secolari che è parte integrante del Museo Audiovisivo della Resistenza.

    Questa lunga maratona ha impegnato decine di volontari e raggiunto -sebbene i numeri contingentati in presenza- una platea più vasta perché gli eventi sono stati trasmessi in streaming sulle dirette social. ,Adesso possiamo dire di esserci davvero riusciti orgogliosi e stanchi ma felici. Abbiamo avuto la conferma che gli Archivi della Resistenza sono una grande e composita famiglia, in cui, come scriveva in una poesia a noi dedicata Ivan Della Mea, si sperimenta il valore della parola “compagno”, perché alla fine «volersi bene è il solo vero».

    Chiara Nencioni

    2019 Vis. 1 Vis. oggi