Radio Cora - Siamo sempre più ignoranti… lo dice l’Istat

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  • Siamo sempre più ignoranti… lo dice l’Istat

    Mentre in Italia ancora si discute se le scuole a settembre possano ripartire quando il distanziamento sociale non è più previsto nemmeno nei treni regionali; mentre per la scuola si studiano ergonomici banchi monoposto con rotelle e sedia annessa (che chissà con quali soldi è possibile comprare) per mantenere il dovuto distanziamento quando in tutte le spiagge la gente prende il sole ravvicinata e le piazze pullulano di giovani (ma non solo) spesso senza mascherina; mentre si inveisce contro le classi pollaio ma si accorpano studenti unificando sezioni persino non dello stesso indirizzo; mentre la ministra Azzolina dichiara che per sopperire alla mancanza di docenti bisogna mettere in cattedra anche studenti universitari non ancora laureati (e il livello degli insegnanti con laurea e abilitazione è già spesso vergognosamente basso), arrivano i dati Istat sull’educazione in Italia:

    Gli Italiani sono fra gli ultimi per livello di istruzione: solamente il 62,2% è diplomato contro il 78,7% della
    media europea. Solo Spagna, Malta e Portogallo hanno valori inferiori.
    Altrettanto ampio è il divario rispetto alla quota di popolazione compresa tra i 25 e i 64 anni con un titolo di
    studio terziario: in Italia, si tratta del 19,6%, contro una media europea del 33,2%. Anche la crescita della
    popolazione laureata è più lenta rispetto agli altri paesi dell’Unione, con un incremento di solo lo 0,3%
    nell’ultimo anno, contro lo 0,9% dell’Ue e del 2,7% nell’ultimo quinquennio contro il 3,9% comunitario.
    Male soprattutto il Sud, dove i livelli di istruzione rimangono inferiori rispetto al Nord (solo il 54% della
    popolazione possiede un diploma contro il 65,7% del Centro-Nord) e dove neppure uno su sei ha raggiunto
    un titolo terziario, contro l’uno su quattro del Centro.
    I dati sono inquietanti e parlano chiaro ma anche la pandemia ha dimostrato che istruzione, università e
    ricerca non sono di certo fra gli obiettivi privilegiati di questo “benedetto assurdo Bel Paese”.

    Chiara Nencioni

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