Radio Cora - Una pagella da 10 alla primaria post-Covid?

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  • Una pagella da 10 alla primaria post-Covid?

    Sono giorni di chiusura di attività per le classi e di valutazioni finali per tutti gli studenti italiani. Caterina ha ricevuto la sua prima pagella, fresca di primaria, fermata nella sua felicità d’iniziare quest’avventura soltanto dal forzato lockdown di marzo. Da lì in poi, i compiti sulla piattaforma, le mail, i brevi e sporadici incontri pomeridiani online con i compagni, per i quali si preparava dalla mattina. Eppure, nonostante tutto, l’interesse è scemato, l’esuberanza è diminuita, il senso del fare scuola si è appesantito. Per chi ha sei anni, relazionarsi solo con un libro e non con il senso comunitario dell’apprendere è svilente, o almeno così è sembrato a me che la osservavo di giorno in giorno, né si risolve con l’incontro virtuale. Ancor meno se quello strano stare insieme è intervallato da “perché non mi hai mandato i compiti? …non vi sento… vedo solo alcuni…”. Le relazioni profonde, fortunatamente, non si cementano a distanza e pensare che possa accadere quando studenti e maestre si sono conosciuti da appena sei mesi, è pura utopia, ma fa bene a noi adulti pensare che possa essere scuola: per dei bambini di 6 anni non può esserlo, non è colpa di nessuno.

    Ieri Caterina era contenta, tutti 9 e 10 in pagella. Non si può che essere felici ed ha ragione.

    Eppure, la riflessione su questi mesi di mancanza di scuola va fatta, tra gli adulti, non certamente tra bambine e bambini che hanno tutto il diritto di godersi  il buon risultato.

    Da padre che ha visto la propria figlia di 6 anni alle prese con la didattica a distanza, devo dire che quei 9 e quei 10 mi hanno trasmesso amarezza. Sono numeri che sembrano più diretti alle famiglie che non ai bambini, come per dire a tutti noi: “vedete! è finita bene, è andato tutto bene!”. Anche per rincuorarci tutti insieme. I numeri, che mi sono sempre apparsi parametri un po’ vuoti, questa volta, con la distanza, parevano ancor più inconsistenti. Temo davvero che dietro questi 9 e 10 ai piccoli studenti (che di certo hanno fatto il possibile), ci siano dei sottintesi 9 e 10 a noi adulti e forse pure all’impegno delle maestre, a risarcimento del vuoto che tutti, o almeno io, ho percepito chiaramente rispetto alla scuola primaria in questi mesi. Credo servisse una scuola che a questi bambini di prima “elementare” dicesse a nome di tutto il mondo degli adulti: “scusateci, non abbiamo potuto o saputo fare di meglio, era difficile, ci vediamo il prossimo anno”. Sarebbe stato più onesto. Come la prof. del figlio più grande che mettendoci del suo, ha scritto: “adesso divertitevi e scordate tutte le assurdità che ci hanno fatto fare.  Leggete e studiate per costruire il vostro pensiero. Buone Vacanze!”. Non siete d’accordo con lei? Io invece sì, anche semplicemente perché non ha dato nessun 10.

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