Radio Cora - Covid: Ripartire. Con l’unica certezza dei nostri limiti

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  • Covid: Ripartire. Con l’unica certezza dei nostri limiti

    Prendere a parametro i nostri limiti: questo è quello che possiamo fare. Partendo dal primo ed incontestabile limite dell’umano: il fatto che sia mortale. Che la malattia e la morte facciano parte della vita. Tragicamente ma inevitabilmente.

    Più approfondisco questa cosa del covid, più intervisto, leggo, studio, e più mi sembra che siamo di fronte al nulla. Non sappiamo quando ha cominciato a circolare il virus. Non sappiamo come mai sia esploso con particolare violenza in Lombardia. Non sappiamo se e come evolverà, Qualcuno dice che il caldo lo elimini, altri no. Qualcuno parla del caldo umido, altri del caldo secco. Qualcuno dice che tornerà in autunno ma sarà come un raffreddore, altri che dovremmo prepararci ad un’altra ondata massiccia.

    E ancora: non sappiamo quanti sono le morti reali, non sappiamo quante sono quelle ‘per’ o ‘con’ coronavirus. Avendo fatto 2milioni 800 mila tamponi (ovvero avendo testato appena il 4,6% della popolazione) ovviamente non sappiamo quanti sono i contagiati totali nè gli asintomatici. E quindi non sappiamo il tasso di letalità nè quello di mortalità. E anche parlare di indice di trasmissione o contagio zero appare una forzatura evidente. Ancora, tra fautori e detrattori di ciascuna, non sappiamo se e quali terapie funzionino davvero. Nè se e quando avremo un vaccino.

    Di fronte a questo quadro, che definirei sconfortante a 3 mesi dai primi casi in italia e a 5 dall’esplosione dell’epidemia in Cina, credo che l’unica cosa seria da fare sia accettare l’incertezza. E lavorare, sulla base delle esperienze acquisite, per ‘tentativi’. Al momento chi insegue verità assolute mi pare venda solo fumo. E talvolta anche di cattiva qualità.

    Prendere a parametro i nostri limiti: questo è quello che possiamo fare. Partendo dal primo ed incontestabile limite dell’umano: il fatto che sia mortale. Che la malattia e la morte facciano parte della vita. Tragicamente ma inevitabilmente. E dunque ‘convivere’ col virus. Partendo dalle poche cose certe che sappiamo: il 55% dei morti è in Lombardia, l’80% delle vittime è over 80, in massima parte con due o tre patologie serie pregresse. Come è stato del resto evidente sin da subito. Sulla base di queste due costanti, proviamo ad elaborare strategie in cui l’elemento della flessibilità e dell’adattabilità sia centrale, e non lo spauracchio da evitare.

    Come in guerra, appunto: tra un bombardamento e l’altro non ci si mura in casa, ma si cerca di continuare a vivere, con tutte le accortezze del caso, rinforzando le difese, in attesa che guerra finisca. L’unica vera certezza strategica che abbiamo è che se continuiamo ad aver paura di aver paura finiremo per distruggere la nostra società e la nostra economia. Con conseguenze credo ben più disastrose del covid.

    DOMENICO GUARINO

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