Radio Cora - APPLAUSI PER LA MARATONA DELLA RETE DEGLI ISTITUTI STORICI DELLA RESISTENZA PER IL 25 APRILE

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  • APPLAUSI PER LA MARATONA DELLA RETE DEGLI ISTITUTI STORICI DELLA RESISTENZA PER IL 25 APRILE

    Non era facile questo anno il 25 Aprile. Non lo era perché la memoria non può essere, per sua stessa natura, condivisa e anche una festa nazionale come la Liberazione dalla dittatura finisce, negli ultimi anni più di prima, per essere, contro la sua stessa natura, divisiva per i rigurgiti antidemocratici ed antiegualitari; non lo era per l’impossibilità di scendere in piazza, come nella tradizionale celebrazione del colorato 25 Aprile; non lo era perché l’emergenza del Covid-19 poteva –comprensibilmente- oscurare in parte la festa e assommare, in modo assolutamente semplicistico e riduttivo (qualche politico però ci ha provato), la liberazione dal nazifascismo a quella dal Coronavirus, secondo l’errato parallelismo fra la guerra e la pandemia.

    Nonostante ciò, il popolo italiano, cioè il nostro sovrano, ha risposto numeroso alle iniziative lanciate da varie associazioni ed istituti, in primis l’Istituto nazionale “Ferruccio Parri.
    Il 24 questo Istituto e l’Anpi, in collaborazione con l’Aned, ha inaugurato il sito Milano Libera, realizzato nell’ambito della Casa della Memoria di Milano, un sito molto ricco e stimolante, che invitiamo tutti a visitare.

    Il 25 è stata la giornata più intensa della campagna social #RaccontiamolaResistenza, con una maratona durata 12 ore consecutive, una degna celebrazione del 75° anniversario della Liberazione. La campagna social, in media partnership con Rai Cultura, Rai Storia e Corriere della Sera,  è stata (ed è, continuerà fino al 1° maggio) un grande successo : 157.000 persone raggiunte, 20.000
    visualizzazioni, 6.700 followers. L’iniziativa ha visto la partecipazione di 48 Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea sparsi sul territorio nazionale, che hanno collaborato inviando il loro contributo video, un dato eclatante, se consideriamo anche le difficili condizioni nei quali questi video sono stati realizzati, un dato che dimostra come si tratti di una rete solidale e coesa, capace di trasmettere pienamente all’esterno la affidabilità, competenza e serietà.

    Una rete che, purtroppo, sta attraversando momenti difficili, con alcuni istituti che sono in oggetto di iniziative ostili da parte di amministrazioni locali e regionali di destra (Lodi, Asti, Grosseto, Perugia), e con un prevedibile ulteriore taglio di fondi nelle difficilissime contingenze economiche che il nostro paese sta attraversando.
    Alla maratona “resistente” hanno partecipato anche 60 testimonial: solo per citarne alcuni, per il mondo dello spettacolo Claudio Bisio e Dario Vergassola, della musica Roberto Vecchioni, i Modena City Rambler, Nada, della letteratura Maurizio De Giovanni, Marco Vichi, Carlo Lucarelli, Maurizio Maggiani.

    Non solo per ricordare, ma per fornire un utile strumento per studiare la Resistenza, l’Istituto nazionale Ferruccio Parri, in collaborazione con la Scuola Normale Superiore, l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” (Istoreto) ha aderito al progetto avviato nel 2017 dall’Istituto Centrale per gli Archivi, su impulso della Direzione Generale Archivi Mibact, intitolato “Partigiani d’Italia”, che è stato presentato in anteprima proprio in questo, 25 aprile.
    Si tratta di un archivio digitale che riporta al momento i dati di 205mila schede, sulle 703.716 schede nominative presenti, comprensive di dati anagrafici e notizie sull’attività svolta, intestate a singole persone che sono “cadute per la Liberazione”, o che, smessi i panni civili, si sono unite alle formazioni partigiane e agli altri corpi volontari, con vari incarichi: staffette, combattenti, corrieri, guastatori.
    L’iniziativa è stata lanciata dal ministero dei Beni culturali che ne ha pubblicato un’anteprima del sito “Partigiani d’Italia” (al link partigianiditalia.beniculturali.it), e il ministro Franceschini ha dichiarato: “la memoria è l’unico antidoto alle possibili conseguenze delle paure del nostro tempo, che scatenano pulsioni e tensioni che mai si sarebbe pensato tornassero in Europa e in molte parti del mondo. Per questo nel 75esimo anniversario della Liberazione d’Italia, che avviene in un momento così particolare, è importante fornire gli strumenti per ricordare e fare tesoro del passato”.
    E il fatto che proprio la notte del 25 Aprile, alla periferia sud di Roma, siano state vandalizzate e incendiate la corona e la targa intitolate ad una delle vittime delle Fosse Ardeatine, Lido Duranti, partigiano comunista arrestato dalle SS e trucidato il 24.3.1944, fa ben comprendere quanto ci sia ancora bisogno di studiare e ricordare ciò che succedeva in Italia 100 anni fa e le conseguenze a cui ha portato. Dunque celebriamo la Resistenza e studiamola, perché solo dalla conoscenza storica può scaturire un’Italia che resti antifascista, nonostante la preoccupante avanzata dei “nipotini di Mussolini”.

    CHIARA NENCIONI

     

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