Radio Cora - Perché leggere i doveri dell’uomo oggi?

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  • Perché leggere i doveri dell’uomo oggi?

    Il 2 maggio è stata la Giornata Internazionale dei Doveri dell’Uomo. Nel corso del 1860, mentre si compiva l’Unità d’Italia, Giuseppe Mazzini pubblicava prima a puntate e poi in  volume un testo intitolato proprio : I Doveri dell’Uomo. E’ ancora oggi di grande attualità

    Dedicato agli operai italiani, i Doveri sono il testo più organico e significativo del patriota italiano.
    Nelle sue pagine Mazzini delinea i caratteri della sua dottrina, non solo radicalmente opposta alle teorie conservatrici e reazionarie, ma anche in grado di offrire un superamento del Liberalismo e del Socialismo.
    Questo l’incipit: Io voglio parlarvi dei vostri doveri.
    Lo stesso Mazzini si domanda: «Perché parlare dei Doveri di ognuno di noi prima di parlare dei nostri Diritti? Perché parlare di sacrifici, di moralità, di educazione, e non di beni materiali e di successo?». Ed ecco la risposta che ci dà: «Solo attraverso l’educazione al Dovere si può arrivare a comprendere che lo scopo della vita è di rendere se stessi e gli altri migliori, combattere l’ingiustizia a beneficio dei fratelli non è soltanto esercitare un Diritto ma un Dovere».

    Dunque sottolinea come i diritti siano necessari ma non sufficienti a costituire la base di una nazione moderna. Quest’idea del senso del dovere come base dello Stato nazionale nasce dalla convinzione che essere cittadini comporti responsabilità verso il prossimo.

    Perché parlare di doveri è diventato oltremodo importante? Perché rileggere questo testo a 160 anni di distanza?
    Perché appare oggi di drammatica attualità la centralità del Dovere come responsabilità morale nei confronti della comunità e dell’intero pianeta. Perché chi lancia al cielo lamenti e suppliche affinché il Paese non sprofondi in una crisi peggiore di quella del 2008 deve avere l’onestà di riconoscere lo stretto rapporto tra cittadino e Stato.
    Quest’idea del senso del dovere come base dello Stato nazionale nasce dalla convinzione che essere cittadini comporti responsabilità verso il prossimo, ed essere degli eletti o governanti abbia obblighi maggiori. Si tratta di principi di grande attualità.

    Per riproporre quel testo mazziniano, a 160 anni di distanza dalla sua pubblicazione integrale, all’attenzione di un’opinione pubblica disorientata e alla ricerca di punti di riferimento, per discutere della centralità del Dovere, l’Associazione Mazziniana Italiana e la Giovine Europa – Rete Italia, in collaborazione con la Domus Mazziniana, l’Università di Pisa, l’Istituto Italiano di Studi Filosofici, l’Istituto Italiano di Cultura di Londra, il Mazzini-Garibaldi Club Limited e il Movimento Federalista Europeo hanno proposto una giornata internazionale dei Doveri dell’Uomo.
    Inizialmente prevista in diverse sedi in tutta Europa (Londra, Napoli, Lugano, Pisa) la giornata è stata realizzata on line, in diretta sulla pagina Facebook della Domus Mazziniana, dove potete rintracciarla e riguardarla all’ndirizzo: www.facebook.com/domusmazziniana

    Ricordiamoci, in questo momento di inusitata crisi come non mai, che diritti e doveri devono procedere appaiati, che bisogna ricercare un equilibrio fra libertà e responsabilità, senza la quale l’appello indifferenziato ai diritti individuali può generare abusi e condurre all’anarchia.
    Da qui il monito che Mazzini include nello stesso scritto: «È opportuno diffidare quando udite dagli uomini che predicano un cambiamento sociale che lo fanno (solo) per accrescere i vostri diritti». Perché chi tace sui doveri non ama il prossimo, perché “la libertà consiste nel poter fare ciò che non nuoce agli altri”, come recita l’articolo 4 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789. Ricordiamocelo.

    CHIARA NENCIONI

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