Radio Cora - Diciamo Basta al ‘Femminicidio in vita’

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  • Diciamo Basta al ‘Femminicidio in vita’

    “Figli orfani di madre viva” è questo il nome della protesta che si terrá a Bruxelles giovedì 6 febbraio 2020 davanti al Parlamento Europeo. Protesta indetta dalle mamme che hanno perso o rischiano di perdere i propri figli nei percorsi giudiziari sull’affido che spesso seguono a storie di violenza subite da queste stesse donne che vengono accusate di essere “alienanti”.

    Ci stiamo occupando di questa delicata tematica, perché i figli non possono essere strappati ai genitori con motivi pretestuosi, soprattutto a quelli che hanno meno mezzi culturali ed economici per difendere i loro diritti. Iniziamo con una domanda: perché si sta cercando di normare tutti quei fenomeni che intaccano la sfera familiare-tradizionale? Perché è un tema che può essere facilmente monetizzato. E se i diritti dei figli possono essere messi al centro ma con lo scopo di strumentalizzarli, è quasi certo che in molti godranno di un introito da pattuire. I figli, in questa cornice di violenza istituzionalizzata vengono catapultati in uno straziante e costante stato di assedio. Sono bambini che per “guarire” devono essere collocati in case- famiglia o affidati al genitore che non vogliono incontrare.

    Questi strappi dai propri figli sono già stati, purtroppo, sperimentati da molte donne, e questi sono alcuni casi pubblici: Ombretta Giglione di Cittadella, suo figlio di 10 anni venne prelevato in modalità coatta a scuola dal padre avvocato per colpire l’ex moglie; Ginevra Amerighi alla quale venne strappata a soli 18 mesi la figlia, non la vede da nove anni. A Imma Cusmai è stata sottratta nel 2013 una figlia sulla base di una perizia “alterata” e da allora sta affrontando un calvario pressochè quotidiano per non perdere bambina; parla di un vero e proprio “Femminicidio in Vita”.

    In questi giorni una mamma di Roma, Laura Massaro, ha rischiato di vedersi togliere il figlio già assegnato a una tutrice. Le è giá stata tolta la potestà genitoriale con l’accusa di aver alienato il figlio. Il destino di questo bambino era quello di entrare in una casa- famiglia per essere “resettato” e poi consegnato al padre (denunciato dalla stessa madre per violenza domestica). In questi giorni Laura Massaro ha vinto in appello, il figlio non verrà “deportato”, ma questa madre non è tranquilla perché già attende una contro mossa.

    Di recente la trasmissione Report ha affrontato il tema dei finanziamenti Russia/Stati Uniti, strettamente collegati al Congresso Nazionale delle Famiglie tenutosi a Verona, e al Senatore Simone Pillon, sostenitore e difensore della Pas. purtroppo è sufficiente infatti accusare un genitore (di solito la madre) di PAS (sindrome di alienazione parentale), per arrivare al prelievo dei figli con destinazione casa famiglia o presso il padre, quand’anche fosse violento.

    La legge 54/2006 sull’affido condiviso si è rivelata, negli anni, una clava usata contro le donne, anche nei casi di violenza. Perché se i figli rifiutano di vedere un genitore, ecco che l’altro viene risucchiato in un vortice di consulenze tecniche d’ufficio, colloqui con gli assistenti sociali, guerre di carte bollate. Con finali spesso drammatici: madri descritte come malevole, istrioniche, colpevoli di scatenare conflitti di lealtà nei bambini. Una legge da abolire, o rivedere nelle sue più oscure convenienze.

    Comitato “Femminicidio in Vita” Gruppo fb Femminicidio in vita Mail: femminicidioinvita@europe.com

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