Radio Cora - Taranto, l’Ilva e la sfida del futuro

articoli

  • Taranto, l’Ilva e la sfida del futuro

    Siamo in grado di immaginare e praticare un futuro diverso e sostenibile per in nostro Paese, invece di condannare centinaia di migliaia di persone al consueto ricatto, questo sì vecchio come il mondo: salute contro salario?

    Abbiamo un disperato bisogno di ‘visione’ per il futuro. E allora proviamo a ribaltarla, la vicenda Ilva. La mossa di Arcelor Mittal dimostra essenzialmente due cose: che il capitale pone le sue condizioni e la politica se scende sul suo terreno è debole (cosa significa scudo penale? Quali ambiti contempla? Fino a che punto etc etc…), anche perché, se fosse vera la ricostruzione più maligna, qui siamo di fronte semplicemente ad una scusa agita al fine di disimpegnarsi da un polo siderurgico che è stato acquistato solo per accaparrarsi  ulteriori quote di mercato.

    La seconda è che l’obsolescenza degli stabilimenti richiede interventi che spesso i privati non intendono fare, legittimamente. Anche perché sono solitamente palyers multinazionali che dalla chiusura di uno stabilimento ‘concorrente’ non fa altro che bene. Oltre a questo c’è un riposizionamento degli asset produttivi su scala globale inimmaginabile anche solo 25 anni fa.

    Allora, dicevamo, serve una visione. Taranto deve diventare il banco di prova per tutti coloro che sono al governo. Deve dirci se gli slogan dell’economia green, della riconversione, dell’attenzione al territorio, al clima, al benessere delle persone, alla cura dell’infanzia, sono solo parole al vento, un po’ (tragicamente) furbette, o sono piuttosto un progetto di ‘sviluppo’ differente.

    In questo caso, se cioè non si tratta di parole al vento, si fa un grande investimento  -economico/finanziario, ma prima ancora culturale e politico- che rappresenti anche un volano per riprendere la sfida ‘verso Sud’ fondamentale per il rilancio del Paese tutto, come, ancora recentemente, dimostrato dai dati dello Svimez. Si progetta dunque un piano di sviluppo alternativo, si sperimentano forme di intervento sociale contro la disoccupazione, si guarda non alla sopravvivenza di due giorni ma al futuro di decenni. Abbiamo menti e tecniche per farlo. Abbiamo anche la capacità e la volontà politica? La questione si pone essenzialmente tutta in questi termini. Siamo in grado di immaginare e praticare un futuro diverso e sostenibile per il nostro Paese, invece di condannare centinaia di migliaia di persone al consueto ricatto, questo sì vecchio come il mondo: salute contro salario?

    572 Vis. 16 Vis. oggi