Radio Cora - Erano “solo” montagne – 12 opere umane di macelleria ambientale

articoli

  • Erano “solo” montagne – 12 opere umane di macelleria ambientale

    E’ questo il titolo della  mostra fotografica itinerante dell’alpinista e fotografo fiorentino Gianluca Briccolani (autore del recente volume “L’altezza della libertà. Viaggio tra l’essenziale bellezza delle Alpi Apuane”, edito da Polistampa) che sarà inaugurata mercoledì 30 ottobre alle 21.00 presso la sede del Club Alpino Italiano di Firenze (via del Mezzetta, 2/m).

    Durante la serata – pubblica e a ingresso libero – le persone, anche tramite l’ausilio di questo reportage fotografico operato sul campo dall’autore, potranno farsi un idea su quello che l’autore definisce “un irrimediabile ecocidio”. Dodici stampe in grande formato che denunciano la sofferenza che giornalmente subiscono le Alpi Apuane.

    “Ultimamente – afferma il fotografo fiorentino – anche grazie all’apporto del documentario <<Anthropocene – L’epoca umana>>, tutto il mondo sta prendendo coscienza che una delle 43 emergenze a livello planetario l’abbiamo noi in Toscana. Ogni giorno all’interno del Parco Regionale delle Alpi Apuane (dal 2011 Geoparco mondiale dell’Unesco) vengono letteralmente sbriciolati crinali e cime anche oltre i 1200 metri di altitudine. Con questo mio progetto ho voluto integrare, con la mia personale visione sentimentale della montagna, ciò che è stato portato alla ribalta mondiale con la visione del sopracitato film, ponendo l’accento sulle ferite procurate dall’uomo a cime di primissimo ordine di questa irripetibile catena montuosa sorta dal mare milioni di anni fa. Nessuno dice niente di fronte a questa immane tragedia ambientale che ha fatto estinguere varie specie della flora e della fauna locale, nonché seccato ed inquinato varie sorgenti. Non solo, molte istituzioni – a tutti i livelli – elargiscono finanziamenti a fondo perduto per l’acquisto di moderne segatrici a catena diamantata che affettano la montagna come un coltello caldo potrebbe trapassare un panetto di burro. Non è stato facile, per chi come me ha un rapporto viscerale verso le Apuane, rappresentare ogni singola emergenza relativa ad ogni singola montagna con un solo fotogramma, dato che molte cime sono aggredite a 360° e francamente anche il solo augurarsi di non dover successivamente aggiornare la mostra, vorrebbe dire la completa liberazione di queste creature rocciose dal giogo dell’escavazione lapidea”.

    1985 Vis. 1 Vis. oggi