Radio Cora - UN ORGANETTO AD ACCOMPAGNARE LA BARBARIE DI VINCA 

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  • UN ORGANETTO AD ACCOMPAGNARE LA BARBARIE DI VINCA 

    Pur in un frangente delicatissimo come quello che stiamo vivendo in questi giorni, il presidente della Repubblica non farà mancare la sua presenza a Fivizzano, dove verrà ricordata una delle orrendi stragi compiute dai nazi-fascisti durante la fuga verso il Nord.

    Esattamente il 18 agosto del 1944, l’assalto a un automezzo tedesco, lungo la strada Monzone-Vinca, causò l’uccisione di un ufficiale tedesco.

    Si dice che questo fu il pretesto per una rappresaglia, nella strategia generale di tenere sotto controllo con il terrore la popolazione civile.

    In realtà la cosa fu ben più feroce che una reazione.

    Pochi giorni dopo il 24 agosto arrivò, ben pianificato, un rastrellamento contro i partigiani ma che scientemente, in piena strategia di fare terra bruciata, fu indirizzato verso la popolazione civile.

    Una cinquantina di automezzi carichi di soldati tedeschi e militi fascisti salirono verso il paese di Vinca, toccando Equi Terme, Monzone altre frazioni limitrofe. La zona era conosciuta per essere sotto il controllo dei partigiani, essendo i vari valichi spesso percorsi dalle staffette che permettevano il collegamento con le squadre presenti sugli altri versanti di Apuane ed Appennini.

    A guidarli lungo i sentieri un centinaio di brigatisti neri di Carrara per trovare la popolazione civile, che vi si era rifugiata all’arrivo dei convogli; difatti, la maggior parte delle vittime fu ritrovata fuori dall’abitato.

    Una volta bloccato l’accesso al villaggio, i Nazifascisti iniziarono a uccidere gli abitanti rimasti (quasi tutti vecchi ed invalidi poiché chi poteva era fuggito nei boschi) e a saccheggiare e bruciare le case. A sera, rientrarono a valle.

    La barbarie non si era conclusa perché il giorno seguente, molti degli abitanti che erano riusciti a rifugiarsi altrove tornarono in paese per cercare cibo, seppellire i morti e salvare quanto potevano dalle case in fiamme. Furono tutti colti di sorpresa dall’improvviso ritorno dei Nazifascisti. In questa azione di “bonifica” ci furono ancora più vittime, più martiri del giorno precedente perché i nazifascisti estesero il rastrellamento a tutte le zone vicine.

    Le vittime accertate furono 174: molti cadaveri vennero rinvenuti nudi, decapitati o impalati. Una delle cose più aberranti che si raccontano è quella di un feto strappato al ventre della madre uccisa. Alcune testimonianze riportarono che gli aguzzini avevano un organetto che facevano suonare mentre uccidevano passando di casa in casa.

    In questi giorni dunque si impone l’obbligo di ricordare quanto la barbarie umana sia stata feroce. Quanto il dovere della memoria sia importante affinché la lezione sia compresa e condivisa. L’eccidio di Vinca, sui monti di Fivizzano, fu dunque un crimine non certo di guerra ma contro l’umanità.

    Ecco perché diventa importante la presenza, Domenica 25 agosto, del presidente della Repubblica italiana, Mattarella ma anche quella del presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank Walter Steinmeier, che saranno presenti a Fivizzano per la cerimonia di commemorazione del 75° anniversario degli eccidi avvenuti in quel territorio durante la Seconda guerra mondiale.

    Alle 12 i due capi di Stato, dopo la deposizione di una corona in omaggio ai Caduti, scopriranno una targa commemorativa che sarà collocata in via Umberto I, quindi andranno in piazza Vittorio Emanuele II dove alle 12.30 è prevista la cerimonia ufficiale.

     

    Luca Soldi

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