Radio Cora - La sostituzione etnica e la cattiva coscienza dei sovranisti

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  • La sostituzione etnica e la cattiva coscienza dei sovranisti

    Non ci sono (praticamente) giornalisti ‘migranti’ eppure la nostra categoria è tra le più precarizzate. Lo stesso accade per gli architetti, gli avvocati, i copy writer, i ricercatori universitari. E l’elenco potrebbe continuare all’infinito.

    Ciò accade da anni per motivi che nulla hanno a che fare con le migrazioni, e che derivano da fenomeni di profonda trasformazione, anche in termini di nuove tecnologie, del mondo del lavoro. Eppure c’è chi ancora crede alla favoletta della ‘sostituzione’ etnica e dell’ ‘esercito di riserva’. O meglio ci crede solo per il verso che serve ad alimentare la diffidenza, se non l’odio, nei confronti di chi viene da altri continenti.

    E’ vero infatti che il sistema economico nel suo complesso (diciamo capitalismo per intenderci, anche se il termine comincia a diventarmi uggioso e sospetto) tende a creare flussi migratori a causa di guerre, sfruttamento, sottrazione di risorse, ma anche nuovi modelli di comportamento, differenti stili di vita, sradicamento di tradizioni millenarie, attrazione consumistica. Ma non mi pare che i fautori della ‘chiusura delle frontiere’ abbiamo seriamente l’intenzione di invertire questa rotta e dunque incidere sulle cause delle migrazioni. Compreso quelle culturali.

    Ad esempio, il governo Italiano dovrebbe coerentemente rimettere in discussione il ruolo e l’operato delle mulitinazionali tricolori che operano nei quattro angoli del mondo. Ed altrettanto coerentemente dovrebbe implementare quel famoso slogan (‘aiutiamoli a casa loro’) che tanto abbondantemente ha utilizzato in campagna elettorale. Senza contare che in una società in cui il successo e la ricchezza sono, su scala oramai planetaria, l’unico metro utilizzato per giudicare le persone, risulta abbastanza normale che tutti tendano ad accumularne, costi quel che costi.

    Alla fine pensare che tutto si risolva chiudendo i porti è solo la soluzione più facile, cinica, ed anche, in ultima analisi, stupida.

    Domenico Guarino

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