Radio Cora - LA GUERRA DI CIVILTA’. OGGI.

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  • LA GUERRA DI CIVILTA’. OGGI.

    L’orrore esplode fragoroso e banale in uno studio televisivo alle 23 circa di un govedì sonnolento. Una frase: “quelli non sono come noi” , un macigno. E l’applauso immediato del pubblico. Tanti. Tanto che lo stesso giornalista conduttore deve poi scusarsi, dissociarsi, leggermente imbarazzato. Più desolato che sorpreso.

    Siamo a Piazza Pulita, e chi pronuncia quella frase è un giovincello sulla metà dei Venti. Lui è il compagno della ragazza diventata famosa perché ha occupato abusivamente un appartamento regolarmente assegnato ad un’ altra famiglia. Loro su quell’alloggio non hanno nessun diritto, però lo volevano. Se ne appropriano. Ne pretendono il diritto pur non avendo mai fatto domanda per la guaduatoria. Denunciano che ‘tanto le case ali italiani non le danno e loro arrivaano sempre prima’ perché la madre (di chi?) o una nonna (non si capisce bene) qualche decennio prima aveva fatto domanda per un altro alloggio ERP ma non gli era stato assegnato; ammettendo però che poi quella domanda negli anni non era stata ripresentata, come da legge. E all’affermazione del giornalista conduttore che tutti siamo uguali, il ragazzo dice, senza esitazioni, ‘non lo so, per me loro non sono uguali a noi”. Applauso. In tutte quelle mani che sbattono c’è la guerra che siamo chiamati a combattere: da una parte chi difende i valori dell’umanità (uguaglianza, libertà fraternità) e dall’altra chi li rinnega nella legittimazione dei ghetti, di un disprezzo sprezzante dell’altro, dei suoi valori, dei suoi diritti. E’ la stessa guerra di civiltà che si combatte nel Mediterraneo e noi siamo chiamati a schierarci. Con le armi della buona volontà e del rispetto, ma in maniera ferma seppur incruenta. In questa guerra non si ammettono esitazioni, perché la posta in palio è enorme. Qualora la perdessimo il futuro potrebbe essere uguale ad un passato tragico e mostruoso, che conosciamo bene. Quello dove in nome del ‘noi’ e del ‘loro’ si sono costruiti e legittimati campi di sterminio, roghi, stupri, fosse comuni. Fili spinati, ghetti. E poco conta che il giornalista conduttore, nell’occasione, ha più volte sbagliato taglio, abdicando al proprio mestiere, che è quello di fare domande, in nome di un poco comprensibile approccio ‘colloquiale’. Come quando alla risposta che le case vanno date ai terremotati e non ai Rom, non ha fatto notare che a Roma il terremoto non c’è stato e quindi il giovane in camcia nera stava dicendo una baggianata. Qualcuno ha dichiarato guerra all’umanità. Tocca a noi difenderla. Oggi. Buona giornata

    DG

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