Radio Cora - PRATO CITTÀ APERTA DICE NO ALLA PAURA

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  • PRATO CITTÀ APERTA DICE NO ALLA PAURA

    Prato città aperta, accogliente dice no alla paura.È questo il sentimento dei pratesi vecchi e nuovi di fronte alla notizia di una città a cui verrebbe imposto la presenza di una iniziativa che la vedrebbe ammutolito scenario dal titolo emblematico “Salvare l’Italia”.

    Ad organizzare l’evento la formazione di estrema destra Forza Nuova che con il suo segretario Roberto Fiore, il prossimo 23 marzo, ha annunciato di essere presente in massa nella nostra città
    Le intenzioni sono chiare, evidenziare una realtà che pure con fatiche e contraddizioni cerca di trovare una sua via alla mescolanza fra genti.
    Una realtà che nel corso della sua storia ha sempre accolto e fatto inclusione e che soprattutto ha sempre respinto i fomentatori di odio che via via si sono accaniti contro l’arrivo di quelle comunità che trovavano in Prato il luogo di una vita migliore

    Ecco così che Prato, per questa sua capacità di attrarre e fare mescolanza, viene ritenuta “pericolosa”.
    Deve essere colpita da certe attenzioni.
    Ma la città non vuole essere minimamente parte del clima di odio e paura generalizzato che vengono alimentati dalle stesse istituzioni nazionali.
    Prendendo spunto dalla festa per il Capodanno cinese, dalla festa di una comunità ch’è diventata festa della città, Forza Nuova ha deciso che fosse proprio Prato il luogo su cui soffiare su fuoco.
    Ma la città ha reagito.
    Lo ha fatto e lo sta facendo con le proteste di singoli ed associazioni che stanno evidenziando le preoccupazioni di un mondo lontano dai sentimenti di odio e paura.
    Di un mondo che vuol mettere in luce la distanza con i “distruttori” di quei ponti che faticosamente si sta cercando di costruire.
    Di un mondo che ha ben chiaro il senso del “giochino” che si vuol mettere in atto; soffiare sulle paure, progettare muri, fili spinati
    Mentre c’è un mondo che ben consapevole delle contraddizioni, delle criticità non vuole affatto farne motivo di resa
    Lo dice la gente di Prato e lo dicono le istituzioni.
    Ed a nome della città lo dice il sindaco, Matteo Biffoni che ha voluto inviare una missiva a colui che sul territorio rappresenta il governo della Repubblica:
    “Questa mattina ho scritto formalmente alla Questura, perché io credo che la celebrazione dei 100 anni del fascismo violi con evidenza la legge Scelba e i principi costituzionali.
    La manifestazione è indetta per la celebrazione dei 100 anni del fascismo e pertanto, a mio modo di vedere, viola la Legge 645/1952 che mette in atto la XII disposizione transitoria della Costituzione italiana. Pare dunque evidente che un’iniziativa che celebra il fascismo sia in totale contrapposizione con la normativa vigente e con i principi sanciti dalla Costituzione italiana. Per tale motivo sono a chiederLe di valutare il diniego alla richiesta di autorizzazione di tale manifestazione”.
    A questo il sindaco aggiunge anche difficolte di ordine pubblico, “dal momento che il 23 marzo, come già da tempo organizzato, si svolgerà a Prato il Festival dell’Economia circolare, evento di carattere nazionale diffuso in diversi spazi del centro storico e presso aziende, coinvolgendo oltre al Comune di Prato anche le imprese del distretto tessile pratese. Molti saranno gli ospiti che dal 21 al 24 saranno presenti a Prato per questa occasione”.
    Una occasione che poteva essere di valorizzazione delle distretto tessili e della sua storica propensione al riuso, al riciclo e che adesso troverebbe nuovo motivo di allontanare quelle attenzioni che il mondo sembra riservare.
    Dello stesso tono evidenti anche le preoccupazioni del Consiglio comunale che in varie mode e forme evidenzia la contrarietà a questa “invasione” pretestuosa.
    Fra tutti valgono le parole della consigliera Roberta Lombardi: “Non si può profanare, con una tale iniziativa indetta per celebrare i 100 anni della nascita del fascismo, una città antifascista come Prato che subì la deportazione di molti cittadini nei campi di sterminio nazisti a seguito dello sciopero generale e che, fra le tante nefandezze nazifasciste, ha dovuto piangere per l’eccidio dei 29 Martiri di Figline. Sarebbe un insulto a grave ai pratesi e un segnale molto pericoloso per la nostra convivenza civile. Mi auguro che le autorità competenti possano riflettere bene e scegliere di non assecondare pericolose derive fasciste, negando di fatto l’autorizzazione allo svolgimento della manifestazione ideata da Forza Nuova”.

    LUCA SOLDI

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