Radio Cora - 170 anni fa nasceva l’Italia. A Roma

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  • 170 anni fa nasceva l’Italia. A Roma

    Mentre l’Italia ha iniziato le celebrazioni del Giorno del Ricordo, con toni spesso patriotticamente enfatici e/o patetici, c’è un evento accaduto il 9 febbraio che passa praticamente sotto silenzio (a parte a Pisa, dove ha sede la Domus mazziniana, Ravenna e poche altre parti).

    Sapete cos’è successo nell’oggi di 170 anni fa?
    È successo che al grido di “Roma, Repubblica, venite”, Mazziniani e Repubblicani italiani promulgarono la Costituzione della Repubblica Romana e il mito risorgimentale da sogno divenne storia. La  Carta sanciva il suffragio universale ( fuggito il papa da Roma, non vennero riconosciuti più neppure i titoli nobiliari); l’abolizione della pena di morte, perché la vendetta spetta alle bestie non all’uomo né tantomeno allo stato (Beccaria dovete); la scuola libera e obbligatoria e tutta a carico dello Stato, in cui l’insegnamento non avesse costrizioni, perché Mazziniani e Repubblicani sognavano un popolo colto che si determinasse in base ai doveri e all’educazione, e non solo sui diritti e sulle pulsioni, perché sognavano un popolo che sapesse riconoscere e distruggere una fake news e non che la diffondesse. E poi sanciva la separazione del potere giudiziario dagli altri poteri dello Stato, che gli ebrei fossero persone, mai più reietti rinchiusi nel ghetto, e un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini (non sudditi!) attraverso l’aggregazione della comunità con gruppi mutualistici e cooperativi.
    Mazziniani e Repubblicani fondarono uno Stato che riguardasse tutti i popoli come fratelli, rispettando ogni nazionalità, e guardando alla sovranità d’Europa e non al sovranismo di cortile.
    Insomma, il 9 febbraio 1849 è successa un’esperienza straordinaria che non ha bisogno di revisionismi di autocritiche, perché fu una rivoluzione, ma altro che utopia marxista, e fu anche un miracolo, ma senza chiesa e senza santi, perché fu laico e aconfessionale.
    Si pensi quanti anni sarebbero dovuti passare, dopo la caduta di quella fulgida esperienza, perché nel nostro Paese quelle conquiste divenissero durature e consolidate, oggi più che mai da ricordare e proteggere.

    CHIARA NENCIONI

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