Radio Cora - DERMAN È MORTO PER L’EGOISMO DEGLI UOMINI, IL GELO, IL FREDDO SONO ARRIVATI DOPO 

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  • DERMAN È MORTO PER L’EGOISMO DEGLI UOMINI, IL GELO, IL FREDDO SONO ARRIVATI DOPO 

    Quel corpo che non sembrava tale, semi-sepolto dalla neve, lo ha visto quasi per caso un camionista che transitava sul confine fra Italia e Francia della Val Susa.
    Quel corpo che si muoveva appena era quello di un giovane di ventinove anni che stava proseguendo il cammino delle speranza verso quel mondo migliore che non è riuscito a trovare
    Ne aveva passate di traversie, ne aveva passati giorni difficili fino dal primo momento che aveva deciso di lasciare il suo villaggio del Togo.
    Prima la natura e poi gli uomini lo avevano messo alla prova, mai aveva chinato il capo rassegnandosi a tornare indietro
    Il deserto ed il mare non lo avevano vinto, non avevano minato la sua caparbia volontà di trovare il senso della vita
    Lo avevano illuso i sogni di trovare il suo posto aldilà del confine.
    Pensava ormai di esserci vicino ma un gelo, un freddo così tremendo non lo aveva mai trovato neppure nelle gelide acque del Mediterraneo
    Derman Tamimou, questo il suo nome, è stato ritrovato in stato di assideramento l’altra notte, verso le tre, in mezzo alla strada nazionale 94 del colle del Monginevro mentre cercava di varcare il confine fra Italia e Francia. Era in in grave stato di ipotermia: la pietà degli uomini ha cercato di salvarlo ma non c’è stato niente da fare, è morto poco all’ospedale di Briancon.
    La Procura di Gap ha aperto un fascicolo per “omicidio involontario”.
    Derman è il primo morto trovato quest’anno sul confine italo-francese dell’alta Val Susa dopo che l’anno scorso erano stati rinvenuti tre corpi. Allora un centinaio di persone si erano riunite a Claviere per protestare contro le morti dei migranti sulle montagne,  Era cresciuta la rabbia tra gli attivisti “No borders” e tra chi è impegnato da mesi nel soccorso dei migranti che cercano di valicare la frontiera.
    Per loro le colpe sono chiare, la “responsabilità di queste morti è di chi ha militarizzato le montagne, a partire dalla polizia francese”. Per infierire sui migranti si erano fatti avanti anche dei gruppuscoli fascisti che avevano fatto alcune manifestazioni plateali a difesa dei confini.
    Verso questi estremisti i “No Borders” avevano organizzato delle marce dall’Italia verso la Francia, con campeggio notturno sulle montagne per “denunciare la presenza dei fascisti che bloccano i migranti e prendono di mira chi li aiuta”.
    Una mobilitazione che aveva dato i suoi frutti ma che oggi, a mesi di distanza, non ha smosso le coscienze abbastanza.
    Derman non è morto per colpa della fatica e del freddo, Derman é morto di egoismo
    È morto per quella barbarie umana che oggi governa il nostro mondo.
    Luca Soldi
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