Radio Cora - La Memoria e le gambe corte

articoli

  • La Memoria e le gambe corte

    Oggi, Giorno della Memoria, un manipolo di militanti dell’estrema destra polacca (in preoccupante crescita) si è radunato fuori dal campo di sterminio nazista di Auschwitz per protestare contro il governo polacco accusato di ricordare solo gli ebrei e non le vittime polacche. Un affronto per quei sopravvissuti che sui gradini del monumento di Birkenau (Auschwitz 2) stavano celebrando la cerimonia in ricordo delle vittime, deponendo fiori e indossando sciarpe a righe che ricordano le uniformi da detenuti.

    I nazionalisti, circa 45 individui, capeggiati dall’attivista Piotr Rybak, hanno portato striscioni con le scritte «Auschwitz-Birkenau – Made in Germany», oltre che le bandiere nazionali, e hanno camminato dalla stazione ferroviaria di Oswiecim verso l’ingresso del Museo di Auschwitz gridando «La Polonia per i polacchi». Secondo i media locali, il gruppo è giunto da Breslavia, guidato da Piotr Rybak, conosciuto per aver bruciato in passato un fantoccio che rappresentava un ebreo. La polizia ha impedito al gruppo l’ingresso al Museo separandolo anche dai contromanifestanti giunti con lo striscione «Stop al fascismo».
    Evidentemente la memoria ha le gambe troppo corte.
    Sembrano odierni questi versi di Virgilio“…Huc pauci vestris adnavimus oris. / Quod genus hoc hominum? Quaeve hunc tam barbara morem / permittit patria? Hospitio prohibemur harenae; / bella cient primaque vetant consistere terra. /Si genus humanum et mortalia temnitis arma, /at sperate deos memores fandi atque nefandi.” “In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge. Ma che razza di uomini è questa? Quale patria barbara permette un tale costume, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra. Se spregiate il genere umano e le armi dei mortali, credete almeno negli Dei, memori del giusto e dell’ingiusto. [Virgilio, Eneide, Libro I 538-543].
    La Giornata della Memoria non deve solo conservare nel futuro la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia dell’Europa, affinché simili eventi non possano mai più accadere, il negazionismo sia smantellato e gli estremismi (come quelli polacchi che hanno fatto pessima mostra di sé oggi) siano soffocati, ma anche come punto di partenza per analizzare quello che sta avvenendo oggi nelle nostra Europa e nel mar Mediterraneo. Prenderemo coscienza e ci vergogneremo di essere stati semplici spettatori, mentre bambini, donne e uomini muoiono ogni giorno a migliaia sull’uscio di casa nostra?

    CHIARA NENCIONI

    1887 Vis. 2 Vis. oggi