Radio Cora - La lezione di Pillo

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  • La lezione di Pillo

    Quando Mussolini andò al potere gli anifiascisti prima furono isolati, poi discriminati, poi incarcerati o mandati al confino. Gli fu tolta la possibilità di lavorare, furono posti ai margini della società. E talvolta uccisi.

    Una società in cui gran parte del popolo stava dalla parte del Fascismo. E il Fascismo sembrava invincibile, talmente trionfava: era popolare, penetrava l’animo del Paese, i suoi ideali muscolari erano ritenuti ‘normali’ , figli del ‘buon senso’. Eppure gli anifascisti, denigrati, isolati, incarcerati, ridotti ad un
    manipolo di resistenti, seppero tener fermo un principio, anche di fronte a chi minimizzava, dissimulava e faceva professione di equilibri(sm)o politico e morale: che quel regime, così apparentemente invincibile, avrebbe rapidamente condotto il Popolo (quel popolo che lo osannava e lo seguiva ad occhi chiusi) alla distruzione ed alla devastazione. Guardavano lontano, oltre le cortine di quella spessa nebbia che la propaganda fascista aveva fatto calare sull’ Italia e sugli italiani. Sapevano che dentro la discriminazione patente, la professione bellicosa di violenza, l’ostentazione di forza, l’intolleranza verso i deboli ed i diversi, la presunzione dell’autosufficienza di cui faceva professione il Regime, si annidava la radice stessa della sua consunzione e delle tragedie che avrebbe fatto vivere alla Nazione. Un termine che non uso a caso, Nazione. Come non lo usava a caso Silvano Sati. Quanto mi hai insegnato Comandante! Non smetterò mai di ringraziarti. A volte si deve essere in pochi per tornare ad essere tanti. Noi ci siamo …Stai bene, ovunque tu sia.

    DOMENICO GUARINO

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