Radio Cora - …E IL TRENO VA

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    Radio Cora segue il Treno della Memoria organizzato alla Regione Toscana che porterà 550 studenti in visita ai campi di stermino di Auschwitz e Birkenau. Alla ricerca delle ragioni che produssero l’orrore di quelle che, si spera, serviranno ad evitare che accada di nuovo

    Di CHIARA NENCIONI

    Rivelando una grande ed organizzazione, che mostra chiaramente il grande dispendio di energie -morali, organizzative ed economiche- dedicate dalla Regione Toscana, dal Museo della Deportazione di Prato e dall’ ISRT, la mattina del 20 gennaio alle 12:30 circa, dalla stazione di Firenze, ha avuto inizio l’ XI edizione del Treno della Memoria, dedicato questo anno a Primo Levi, perché cade l’anniversario della sua nascita (avvenuta il 31 Luglio 1919).
    Il treno porta oltre 600 persone a visitare i campi di Auschwitz e di Birkenau (Auschwitz 2), di cui 555 studenti del triennio delle scuole superiori (ogni docente ne accompagna 8) e 3 del Parlamento Regionale che hanno l’occasione unica di fare questo percorso di formazione etica, ancor prima che storica, insieme a studiosi, rappresentanti delle associazioni (Aned, Anei, Anpi, Arcigay, Sinti e Rom) ed ex deportati. Infatti partecipano al viaggio Andra e Tatiana Bucci, deportate ancora bambine (a 4 e 6 anni); Silva Rusich, figlia di Sergio, deportato politico a Flossenbuerg ed esule istriano; Vera Vigevani Jarach, testimone di due storie: esule in Argentina per le leggi razziste del fascismo e madre di Franca, una desaparecida durante la dittatura di Videla.
    Altre testimonianze saranno presentate in video: quella di Shlomo Venezia, membro del Sonderkommando a Birkenau, Marcello Martini, deportato politico a Mauthausen a solo 14 anni; Antonio Ceseri, internato militare nel campo di Treuenbrieztzen; Hugo Hoellnrein, sinto tedesco deportato ad Auschwitz, dove ha perso il fratello per gli esperimenti di Mengele, Heinz F., internato a Dachau e Buchenwald perché omosessuale.
    Il lungo viaggio in treno, circa 22 ore, è stato esso occasione di conoscenza, perché nel vagone ristorante si sono tenuti 5 workshop con i portavoce delle varie comunità, nei quali i ragazzi hanno avuto occasione di incontrare, dialogare, ascoltare e porre domande alle varie categorie di vittime della Shoah.
    Il treno avrebbe dovuto arrivare direttamente ad Auschwitz, cioè Oswiecim, alle 8 di mattina del giorno successivo, tuttavia, a causa del mancato arrivo del locomotore al confine polacco (sabotaggio degli ultranazionalisti che imperano oggi in Polonia?!?) il ritardo accumulato è stato di quasi tre ore.

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