Radio Cora - L’APPELLO DI IBRA CHE ARRIVA DALLA GUINEA, NON SI SACRIFICHI FUTURO GIOVANI

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  • L’APPELLO DI IBRA CHE ARRIVA DALLA GUINEA, NON SI SACRIFICHI FUTURO GIOVANI

    “Non possiamo sacrificare il futuro delle persone che hanno messo a repentaglio la propria vita e che adesso si ritrovano in questa situazione. Già sei scappato nel deserto, hai sofferto la fame, hai avuto paura di essere ucciso, hai avuto paura del mare. Arrivi qui, in Europa, dove si ha rispetto per i diritti umani, e invece ti viene rifiutato lo status di protezione internazionale. Questo è profondamente sbagliato, non è da paese civile”. Ibrahim Bah, 17 anni, per tutti ‘Ibra’, orginario della Guinea, è arrivato nella primavera del 2017, a neppure 15 anni, da solo, a Lampedusa a bordo di una imbarcazione, dopo avere viaggiato per mesi e mesi, nel deserto. Fino a raggiungere la Libia. Da lì la traversata fino a Lampedusa.

    Oggi Ibra parla benissimo l’italiano, è volontario dell’associazione Mete onlus, presieduta dalla sociologa Giorgia Butera, che è diventata la sua mentore e il suo punto di riferimento a Palermo. Ibra sta facendo da qualche mese uno stage presso l’azienda A&C Broker, il primo broker etico in Italia. Il suo sogno è quello di diventare giornalista. Ibra, appena diventerà maggiorenne, a differenza di tanti altri, avrà il permesso di soggiorno, per ‘casi speciali’, come prevede il decreto sicurezza, ma condanna, “senza appello”, il Dl Salvini. Sta dalla parte del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e lancia un appello. “Io personalmente – dice in una intervista all’Adnkronos – sto lavorando e mi sono iscritto in una scuola. Avendo un contratto, posso ottenere un permesso di soggiorno per un anno”. Ma altre migliaia di giovani, che diventeranno nei prossimi mesi maggiorenni, non avranno le stesse opportunità di Ibra.

    “Il sindaco Orlando fa bene a sollevare la questione – dice in un italiano fluente – Non è che tutti hanno le stesse possibilità di inserirsi in un contesto di lavoro e di studio, come me. Altre persone hanno bisogno di tempo, specie quelle che sono arrivata da poco. Quindi, io penso che sia sbagliato applicare questo decreto”.

    “I miei amici che vivono qui da anni – aggiunge ancora il giovane Ibra – si lamentano, perché la Questura non rilascia più il permesso di soggiorno. Tutti quelli che hanno presentato la domanda alla Commissione territoriale hanno avuto il diniego e ora sono disperati e hanno paura, perché rischiano di restare per strada, da irregolari, perché se non hai un documento non puoi fare niente e avendo compiuto 18 anni non puoi neppure essere accolto in un centro di accoglienza per minori”.

    “Tutto questo darà fastidio alla società, alla gente – aggiunge Ibra -perché le persone per strada spesso vengono considerate ladri o delinquenti”. “Io ho avuto per fortuna la possibilità di inserirmi nella società – aggiunge ancora il ragazzo – Ho potuto imparare l’italiano e adesso ho tanta voglia di stare in Italia e inserirmi in un percorso di studio e formazione. Vorrei tanto che anche altre abbiano le stesse opportunità che ho io. Vogliamo solo realizzare i nostri sogni. Nient’altro”.

    E aggiunge: “Non possiamo sacrificare il futuro di tante altre persone per colpa di poche persone, perché il governo dice di volere proteggere l’Italia dai delinquenti. Dobbiamo fare la cosa giusta, in un modo conveniente sia per la sicurezza sia per le persone che arrivano”. E sulla vicenda della nave Sea Watch che da 12 giorni vaga nel Mediterraneo con 49 persone a bordo, e che solo adesso ha ottenuto il permesso da Malta di potere ormeggiare, ma senza potere sbarcare, il giovane Ibra dice: “C’è una mancanza di solidarietà tra i paesi dell’Unione europea, ho notato che gli Stati non sono abbastanza d’accordo tra loro. Dovrebbe esserci maggiore unione tra gli Stati europei. E meno egoismo”.

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