Radio Cora - Quel pestaggio in metropolitana ci parla di un paese sempre più intollerante

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    Roma, sempre più razzista. L’odio viaggia anche sui vagoni della metro e si esplicita lungo le sue banchine. Capita alla fermata San Giovanni della linea A, dove una giovane donna sui 30 anni di etnia rom (e le parole son importanti, quindi è ben diverso dal titolare come ha fatto “il Giornale” parlando di “ladra Rom”) si presuppone che tenti di rubare il portafoglio a un passeggero (e anche qui una precisazione: l’uomo robusto, dopo il pestaggio, se ne va senza neppure tentare di recuperare il portafoglio; e qui viene da chiedersi: era stato rubato davvero?).

    La donna è presa per i capelli e sbattuta a terra, aggredita brutalmente alla presenza della piccola figlia di tre, quattro anni, con la folla che pur di linciarla l’ha pure sottratta ai vigilantes.
    Questo il drammatico racconto Giorgia Rombolà, giornalista di Rai News 24, che dall’interno del vagone della metro assiste alla scena: “ne nasce un parapiglia, la bambina cade a terra, sbatte sul vagone. Ci sono già i vigilantes a immobilizzare la giovane (e non in modo tenero), ma un uomo alto mezzo metro più di lei, robusto, vuole ulteriormente punirla. La picchia violentemente, anche in testa. Cerca di strapparla ai vigilantes tirandola per i capelli. Ha la meglio. La strattona fino a sbatterla contro il muro, due, tre, quattro volte.
    La bimba piange, lui la scaraventa a terra. Io, da madre di tre figlie ho pensato subito alla piccola, che poteva restare da sola sul vagone mentre il treno partiva». Così la Rombolà interviene, prima urlando all’uomo di non picchiare la ragazza, poi cercando di fermarla. I vigilantes poi riescono a portare via la donna, l’uomo robusto se ne va, ma a bordo del treno la giornalista si ritrova circondata. E qui racconta la tragica sequela di minacce e insulti dei quali è stata vittima prima in metropolitana e poi sui social; “un tizio mi insulta dandomi anche della puttana, della comunista di merda, della radical chic. Il tizio poi dice che l’uomo ha fatto bene, che così quella stronza impara. Due donne (tra cui una straniera) aggiungono che così bisogna fare, che evidentemente a me non hanno mai rubato nulla.” la giornalista, allora, sconcertata argomenta che c’erano già i vigilantes, che non è per l’impunità, ma per il rispetto, soprattutto davanti a una bambina. La folla inferocita quanto quella dei giochi circensi del vicino Colosseo sbraita dicendo che chissenefrega della bambina, tanto rubano anche loro, e l’ odio razziale arriva all’affermazione che anzi ai piccoli menargli e ai grandi bruciarli”. insomma un po’ come accaduto nello zeugoiner lager di Birkenau la notte tra il 1 e il 2 agosto 1944.
    Ancora Rombolà scrive: “Un ragazzetto dice se c’ero io quante mazzate. Dicono così. Io litigo, ma sono circondata. Mi urlano anche dai vagoni vicini incitandomi ad andare a guadagnarmi i soldi: buonista del cazzo”. Intorno a me, nessuno che difenda non dico me, ma i miei argomenti. Mi guardo intorno, alla ricerca di uno sguardo che seppur in silenzio mi mostri vicinanza. Niente. Chi non mi insulta, appare divertito dal fuori programma o ha lo sguardo a terra, quello degli indifferenti odiati dal Pasolini e ancor prima definiti zona grigia da Primo Levi. Mi hanno lasciato il posto, mi siedo impietrita. C’è un tizio che continua a insultarmi. Dice che è fiero di essere volgare (e sicuramente guardando i nostri attuali ministri in primis quello dell’interno come dare torto visto che la volgarità è stata sdoganata?). Poi lancia la reticente minaccia che forse ci rivedremo, chissà, magari scendiamo alla stessa fermata”, poi fortunatamente l’uomo cambia strada.
    Il racconto sul social si conclude in modo amarissimo: “Cammino verso casa, mi accorgo di avere paura, mi guardo le spalle. E scoppio a piangere. Perché finora questa ferocia l’avevo letta, questa Italia l’avevo raccontata. E questo, invece, è successo a me”. La ragazza alla fine ha ricevuto un messaggio di solidarietà da Antronio Di Bella, direttore di Rai News24, e da Fabrizio Salini, amministratore delegato della Rai.
    E adesso qualche dato: secondo la Associazione 21, Roma continua ad essere la città con il maggior numero di persone rom in emergenza abitativa, il 27% del totale nazionale. Dai dati U.N.A.R. si evince che la presenza in Italia di Rom, Sinti e Camminanti, secondo il rapporto, “è compresa tra le 120.000 e le 180.000 persone, che costituirebbe comunque una delle percentuali più basse registrate nel continente europeo”. : 6 rom su 7 vivono in casa, lavorano e studiano. Solo 26mila di loro vivono nei campi creati dalle istituzioni italiane, veri ghetti che non hanno uguali in Europa. C’è difficoltà a integrare questi pochi rom solo perché sono segregati da 30 anni. Quindi anche la percentuale di Rom in Italia sia la più bassa di Europa, abbiamo il più alto tasso di hate speech nei loro confronti che tocca la 88%.
    E termino con una domanda polemica: il Ddl sicurezza, oltre ad intervenire sull’eccesso colposo, prevede anche l’estensione del gratuito patrocinio in caso il giudice debba procedere di fronte a chi si è difeso legittimamente e l’inasprimento delle pene per il furto in casa e per lo scippo, da quattro a sette anni. Quindi l’ energumeno che ha aggredito rom e bambina avrà anche un indennizzo?!

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