Radio Cora - ECCO IL CAPORALATO: ANCHE IN TOSCANA, ECCO LE PROVE 

articoli

  • ECCO IL CAPORALATO: ANCHE IN TOSCANA, ECCO LE PROVE 

    immagine di archivio

    Quando si parla di caporalato in Toscana viene da storcere il naso. Pare impossibile che nella regione dei grandi vini, dei grandi oli e dei grandi profitti, si debba ricorrere alle irregolarità, alle ingiustizie perpetrate dalle mafie nel sud del Paese.

    Ed invece eccoci a raccontare dell’ennesima vergogna, di una grande ipocrisia che non è cosa affatto nuova.
    Ci sono precedenti illustri, di lavoro in nero, di caporalato di sfruttamento, non molto distanti da Firenze e Prato.
    In queste ore è in corso l’operazione Black Wine condotta dalla squadra mobile di Pistoia e sta portando alla luce quello che non vorremmo sapere.
    Si tratta probabilmente di una goccia nel mare ma è pur sempre una operazione che dimostra che quando esiste la volontà di far rispettare la legge, lo Stato riesce a farsi avanti.
    E non solo accanendosi con quei poveri lavoratori che per quattro euro l’ora passavano le giornate nei vigneti, negli uliveti, sparsi nelle province di Pistoia, Prato, Firenze, Siena, Lucca, Arezzo e Pisa.
    La polizia ha fermato un camion chiuso da un telone, mentre i lavoratori si trovavano in condizioni precarie seduti sul pianale.
    Arrestati gli italiani che gestivano lo sfruttamento mentre si aspettano interventi verso i proprietari dei terreni dove gli uomini avrebbero dovuto lavorare.
    Le indagini che non sono il frutto di sporadici controlli, erano iniziate a luglio scorso. I reati contestati sono intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le forze dell’ordine hanno sequestrato altri quattro furgoni che servivano per trasportare la manodopera irregolare.

    Luca Soldi

    708 Vis. 64 Vis. oggi