Radio Cora - Stefano Cucchi, il racconto corale, la giustizia

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  • Stefano Cucchi, il racconto corale, la giustizia

    In questi giorni alla Garbatella (Roma), la giunta di quel municipio propone di dedicare una strada a Stefano Cucchi e provoca l’ennesima reazione di Giovanardi.

    Chi volesse approfondire la querellepolitica, può farlo facilmente attraverso i media, ma è solo l’ultimo atto di un crescendo di attenzione su quel caso.

    M’interessa di più analizzare che cosa sia successo dal punto di vista della comunicazione, perché la vicenda Cucchi dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia decisiva la discussione in ambito pubblico e quindi l’azione che da individuale si fa movimento e si traduce in politica.

    In un periodo così duro per chi prova ad orientarsi in mezzo a fake newse discorsi d’odio, le ultime novità del caso Cucchi indicano uno spiraglio pieno d’ossigeno: il racconto di tanti, e per prima di Ilaria Cucchi che non ha mai mollato di un centimetro, è diventata narrazione corale ed ha offerto la spinta alla giustizia.

    Il momento decisivo è stato il 12 settembre, data dell’uscita del film “Sulla mia pelle”.  Da quel momento si è aperta una diga e le deposizioni spontanee rilasciate da uno dei carabinieri che confermerebbero il pestaggio hanno rappresentato il culmine di un percorso verso l’accertamento dei fatti.

    Un film può cambiare l’approccio verso la verità di una vicenda? Evidentemente sì, se sostenuto da un movimento d’idee che spinga un messaggio di giustizia verso le estreme periferie del Paese; dovremmo aggiungere che quando la comunicazionemain streamdiventa davvero servizio pubblico, allora ne percepiamo la centralità democratica.

    Non intendo affermare che la versione da sempre sostenuta dalla famiglia Cucchi ed oggi avvalorata dai testimoni ottenga necessariamente credibilità attraverso un film, semmai dovremmo apprezzare il fatto che quel film ha permesso di allargare il dibattito fino a riproporlo come tema pubblico.

    La narrazione di una storia ha quindi avuto la forza di riaprire la discussione ed ha riattivato il percorso verso la giustizia: a noi interessa la ricerca di una verità sostanziale che possa essere il più vicino possibile alla garanzia di giustizia; raccontare e passare la parola all’orecchio del vicino ha garantito il confronto ed ha spinto con forza verso quella deposizione che oggi è divenuta centrale per gli inquirenti; è stata scritta di fatto l’unica scena mancante del film, cioè quella del pestaggio che la pellicola faceva solo intuire.

    Dovremmo ricordarcelo quando la stanchezza prende il sopravvento e smettiamo di argomentare e discutere, ogni volta che ci accontentiamo e chiudiamo il dibattito, ci abbandoniamo a quell’apatia che è parente stretto dell’ingiustizia.

     

    Luca Bravi

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