Radio Cora - Brasile: Bolsonaro non passerà!

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  • Brasile: Bolsonaro non passerà!

    Di fronte all’avanzata del populista di estrema destra, Jair Bolsonaro, che ha avuto la meglio, con il 55,2% dei voti, su Fernando Haddad del Partito dei Lavoratori, grazie ad una retorica nazionalista, provocatoria, violenta e incendiaria che si ispira al presidente americano Donald Trump e anche a quello filippino Rodrigo Duterte, non possiamo restare indifferenti di fronte alla perigliosa sorte della Democrazia Brasiliana. Perciò riportiamo qui per intero il testo della Deputata Federale Luciana Santos, Presidente del Partito Comunista del Brasile – PcdoB- e membro della Commissione Esecutiva Nazionale del Partito Comunista del Brasile. 
    Tale testo ci è pervenuto tramite la traduzione dal portoghese allo spagnolo eseguita dai rappresentanti del Partito Comunista Cileno, attraverso il rifugiato politico in Italia David Munoz Gutierrez, che si è prestato ad un’ulteriore traduzione in Italiano, che è stata successivamente curata da Chiara Nencioni.

    PER UN’AMPIA UNIONE IN DIFESA DELLA DEMOCRAZIA, DEL BRASILE E DEI DIRITTI DEL POPOLO.

    L’elezione di Jair Bolsonaro nelle votazioni presidenziali stabilisce un nuovo periodo politico nel paese, segnato dalle minacce alla democrazia, al patrimonio nazionale, alla sovranità della nazione e ai diritti del popolo.
    E’ stato eletto un Presidente della Repubblica chiaramente determinato a instaurare un governo di carattere dittatoriale, per costruire, a ferro e fuoco, un programma ultra liberale e neo coloniale.
    La candidatura di Fernando Haddad a Presidente e di Manuela D’Avila a Vice, ha avuto più di 46 milioni di voti e ha catalizzato una presa di posizione della coscienza democratica della Nazione, lanciando le basi di una forte opposizione che incomincia ora.
    C’è un ritorno al passato, alla decostruzione di storiche conquiste sulle quali, nonostante i gravi problemi che rimangono, il Brasile e il popolo brasiliano si sono alzati e hanno fiorito.
    Tutto questo è risultato molto chiaro ed esplicito nel secondo turno della campagna elettorale, quando le Istituzioni della Repubblica, il Supremo Tribunale Federale (STF) e il Tribunale Superiore Elettorale (TSE) sono stati minacciati. Ugualmente sono state attaccate le garanzie di base stabilite dalla Costituzione Federale, come la libertà di stampa, di manifestazione e di organizzazioni di partito. L’autonomia delle Università è stata calpestata.
    Il Presidente eletto, durante la campagna, è stato propiziatore della violenza, dell’intolleranza e dell’odio tra i Brasiliani, e ha giurato di incarcerare o espellere dal paese i cittadini e le cittadine “rossi” che da lui divergono, e ha criminalizzato movimenti ed entità del popolo.
    Data l’importanza del Brasile -che possiede un’economia che è considerata tra le dieci maggiori del mondo-, questa rottura reazionaria avrà un forte impatto regressivo in America Latina.
    Il grilletto di tutto questo è il golpe di Agosto 2016, che adesso si consolida con l’assunzione della estrema destra al governo della Repubblica.
    C’è un taglio nella costruzione della democrazia, riiniziata nel 1985 dopo la fine della dittatura militare, attraverso un processo elettorale che ha trasformato lo Stato Democratico di diritto soffocandolo in uno stato d’emergenza.
    Il discorso di matrice fascista del candidato eletto, che è emerso in questo contesto, deve essere contrastato dalle forze della democrazia, una tendenza che sicuramente si dovrà rafforzare in questo nuovo scenario politico.
    La sincerità dei comizi è corrotta per favorire la candidatura della estrema destra, attraverso espedienti illegali, propri dello stile di quella che è denominata “guerra ibrida”, che utilizza grandi quantità di notizie false, le cosiddette fake news, finanziate, secondo alcune denunce della stampa, da grandi impresari.
    Tali atti illeciti, tra l’altro, hanno interferito nei risultati delle urne.
    Ci sono tutte le ragioni per aver iniziato una inchiesta presso la Giustizia Elettorale per verificare la validità dei risultati elettorali e si spera che questa inchiesta sia profonda e veloce e che si prendano decisioni consone alla gravità di ciò che è successo.
    La resistenza delle forze democratiche, progressiste, popolari e patriottiche incomincia, sostenuta dalla importante risultato elettorale ottenuto dalla candidatura di Fernando Haddad e Manuela d’Avila, dalla presa di posizione di personalità e istituzioni che hanno alzato la voce per difendere la Democrazia e la Costituzione.
    La resistenza, l’opposizione vigorosa, deve essere organizzata nell’ambito di tutta la vita politica e sociale del paese, cominciando dal Congresso Nazionale e dalle altre istituzioni legislative, estendendosi fino ai movimenti sociali, alle organizzazioni della classe operaia, ai gruppi di impresari, al mondo accademico, all’intellighenzia, agli artisti, al mondo giuridico, a settori religiosi, includendo membri integranti delle Istituzioni della Repubblica.
    I governatori e i prefetti del campo democratico giocheranno un importante ruolo in questa impresa.
    In questa nuova realtà, che rappresenta una rottura con il ciclo di avanzamento della democrazia, iniziato nella cosiddetta Nuova Repubblica, il Partito Comunista del Brasile (PcdoB), come sempre ha fatto nella sua storia, si colloca fermamente in trincea per la difesa intransigente della Nazione, della Democrazia e del popolo.
    Il Partito Comunista del Brasile, leggenda quasi centenaria, fin dalla Vecchia Repubblica, insieme alle altre forze progressiste del paese, ha lottato contro tutti i governi e i regimi autoritari e i tiranni che hanno infestato la storia della Repubblica. Sulla base di questa esperienza, esso trasmette al popolo brasiliano la certezza e la fiducia che, nonostante le minacce che corrono sotto il cielo del paese, non sarà facile per Bolsonaro realizzare l’ossessione di seppellire la democrazia brasiliana. Quest’ultima ha radici profonde nel suolo patrio, è costata alla nazione molte lotte e vite. Progressivamente, a partire dai milioni e milioni che hanno votato per Haddad come Presidente e Manuela come Vice, la maggioranza si alzerà per difendere la Democrazia, ed essa vincerà ancora una volta.
    Per ciò, il PcdoB si rivolge al popolo e alle forze democratiche del paese esortandoli a fare sì che da oggi inizi la costruzione d’una ampia unità con lo scopo di scoprire orizzonti verso una nuova era civile, patriottica, democratica e popolare, in cui si innalzino barriere contro il ritorno di uno stato di emergenza e in difesa della Democrazia, del Brasile e dei diritti del popolo.

    Sao Paulo, 28 ottobre 2018.

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