Radio Cora - La scuola oggi e i cittadini di domani

articoli

  • La scuola oggi e i cittadini di domani

    Anche questo anno, per la seconda volta, a Firenze, alla fortezza da Basso, dal 18 al 20 ottobre si è tenuta la fiera Didacta, organizzata dal Miur e dall’Indire, il più importante appuntamento fieristico sul mondo della scuola, già consolidato da 50 anni in Germania, che rende il capoluogo  toscano la capitale europea dell’insegnamento. Il titolo di questo anno era: “scoprire, stupirsi, educare”.

    La fiera ha l’obiettivo di favorire il dibattito sul mondo dell’istruzione fra enti, associazioni, imprenditori, scuole, università, ricerca, in una visione di collaborazione e interazione reciproca.

    Almeno per tre giorni, la scuola, spesso fanalino di coda dei problemi ministeriali, è stata oggetto di dibattito e riflessione.

    La scuola ha un valore sociale che dobbiamo continuamente affermare: è il valore della quotidiana relazione fra docenti e studenti, della vita in comune, delle relazioni di cooperazione, delle regole condivise e – in termini più profondi – degli apprendimenti che aprono alla conoscenza della vita. Apprendere è un modo di conoscere la vita e nello stesso tempo di viverla. L’istruzione è un tassello imprescindibile nella formazione dell’individuo per lo sviluppo di nuova cittadinanza, come impegno di responsabilità e cura verso il bene comune.

    Didacta è rivolta a tutti coloro che operano nel settore dell’istruzione, dell’educazione e della formazione professionale. In particolare, rappresentanti istituzionali, docenti, dirigenti scolastici, educatori e formatori, oltre a professionisti e imprenditori operanti nel settore della scuola e della tecnologia.

    Nell’ ambito della fiera si sono tenute varie iniziative, presentazioni di libri, seminari e convegni sui diversi ambiti del sapere. Si è spaziato dall’ area tecnologica a quella scientifica e umanistica, cercando di mettere al centro gli interessi dei giovani, l’impegno dei docenti, le richieste del mondo del lavoro.

    Il convegno “Gli adolescenti oggi e il modello scolastico” ha affrontato le problematiche dell’adolescenza di oggi, le fragilità e la spavalderia che sembrano essere i caratteri originali di questa difficile età. Negli ultimi anni sempre più si è determinata tra gli adolescenti e la scuola una frattura preoccupante: linguaggi, atteggiamenti e comportamenti che sempre più finiscono sulle prime pagine dei giornali; spesso al loro fianco troviamo anche i genitori coinvolti in un inedito “sindacalismo” in difesa dei propri figli contro l’istituzione che ne dovrebbe garantire la crescita, non capendo che tale attacco, talvolta fisico, nuoce in primis ai “pargoli” ma in grande scala alla democrazia.

    In campo umanistico il Prof. Sabatini ha tenuto un seminario sulla grammatica valenziale, perché la conoscenza della lingua italiana ha un valore trasversale nell’apprendimento. “Le parole sono importanti”, diceva Nanni Moretti, e ancora prima Don Milani affermava “una parola che non conoscete oggi è un calcio in culo che prenderete domani!”. E ancora su questa linea si è tenuto il workshop: “La filosofia: una chiave di lettura per altre discipline. Computational thinking e filosofia; riflessione grammaticale e filosofia”, in cui, a partire dalla filosofia del linguaggio e dalla logica, si è andati alla ricerca di un file rouge che leghi modi di studiare i linguaggi, dai segnali semplici come le frecce alle lingue classiche come il latino.

    Grande spazio è stato dedicato anche all’area tecnologica, ad esempio attraverso il convegno sulla creatività digitale con l’obiettivo di mostrare alcuni dei più recenti strumenti progettati a livello internazionale per l’analisi delle competenze digitali dei docenti e degli studenti, e per la loro applicazione in contesti scolastici. Sono stati presentati i risultati del progetto H2020 Transmedia Literacy, (transmedialiteracy.org), che ha esplorato le nuove competenze creative e transmediali dei teenager, in 8 Paesi del mondo tra cui l’Italia, e ha prodotto una mappa dei nuovi skill dei ragazzi e un tool, destinato ai docenti, per progettare attività didattiche che sappiano valorizzare le loro pratiche mediali e i loro interessi.

    Ancora in ambito di innovazione tecnologica, il seminario “Quando i robot si costruiscono a scuola. Approcci metodologici a supporto della Robotica Educativa”, partendo dall’osservazione che migliori o peggiori risultati scolastici degli studenti non dipendono solo dalla presenza o meno della tecnologia, ma soprattutto dal modo in cui questa viene utilizzata.

    Forte rilevo è stato dato all’ innovazione scolastica, che è stata il tema di un convegno internazionale intitolato “The beautiful risk of innovation”, che ha messo a confronto diverse prospettive: storica, socio-economica, scientifica, educativa, per costruire una visione del tema in chiave dialettica.

    Dal momento che Didacta è una fiera internazionale, non potevano mancare percorsi di cittadinanza europea. Un esempio è il programma Erasmus+ che realizza un percorso di condivisione, uno stare insieme dei cittadini europei in un quadro valoriale comune, che fa risaltare identità multiple (nazionali) che non si escludono ma si integrano. Una dimensione europea dell’educazione intesa in senso dinamico come un processo continuo di interazione, alla cui base stanno la coscienza e il rispetto del pluralismo e delle diversità. Le esperienze svolte in ambito transnazionale, infatti, producono effetti evidenti sulla dimensione interculturale e sullo sviluppo di competenze specifiche, come pure sul rafforzamento di personalità, autonomia, responsabilità e capacità di lavorare in gruppo. Scopo principale di Erasmus è la promozione della cittadinanza e dei comuni valori di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l’istruzione in generale e la scuola nello specifico.

    Tema centrale della fiera è stato anche l’alleanza fra scuola e lavoro. Infatti uno dei temi cruciali per lo sviluppo di una società riguarda la ricerca di soluzioni per affrontare la difficile transizione dei giovani dal mondo dell’istruzione al mercato del lavoro. Sullo sfondo sta il tema dello skill mismatch, ossia la mancanza di allineamento fra le competenze in uscita dal sistema scolastico-universitario e le necessità attuali e prospettiche del sistema economico globalizzato, in continuo e rapido divenire. E’necessario un modello di apprendimento duale, in grado di costruire un effettivo raccordo fra percorso di studio e mondo del lavoro, realizzando interventi organici per sostenere le alleanze formative fra scuole, imprese, organismi formativi, università, al fine di contrastare la dispersione scolastica e favorire l’occupazione dei giovani, tenendo conto anche delle loro capacità, potenzialità, interessi. Un tentativo di fare questo è la tanto discussa alternanza scuola-lavoro. Essa si rivela una perdita di tempo ed energie quando fatta male, non compresa o usata come grande bidone (della spazzatura) dove buttare una miriade di progettini scolastici. Ma può essere anche una risorsa se pensata e realizzata bene. Un esempio lo sono stati i progetti presentati da alcuni docenti premiati l’ultimo giorno come eccellenze della didattica. Ad esempio, in campo tecnologico la realizzazione di una stampante 3D creata dall’I.I.S. Sarrocchi di Siena; in campo medico il progetto human papilloma virus: conoscere e prevenire realizzato dall’ I.I.S Santoni di Pisa (indirizzo biotecnologie); in campo di costituzione e cittadinanza il Progetto europeo Spryng (spreading young generation no discriminating) portato avanti dalla Prof.ssa Nencioni con una classe del liceo linguistico di Lido di Camaiore, in collaborazione con l’Università di Firenze, quella di Münster, il gymnasium di Ahaus e una Facchochschule di Münster con il coordinamento dell’associazione e impresa sociale PoieinLab, che si propone la realizzazione, la promozione, lo sviluppo e la diffusione della ricerca sociale. Fra le eccellenze anche il Liceo Copernico di Prato, in cui 30 ragazzi ogni settimana si allenano per le olimpiadi della matematica, arrivando questo anno terzi alle nazionali a Cesenatico.

    Ma è stato valorizzato anche il sapere tecnico pratico: l’Istituto Agrario di Firenze per la preparazione di confetture e marmellate biologiche e biodinamiche; l’Istituto professionale per l’enogastronomia e l’ospitalità Buontalenti di Firenze per il planning per uno street food biologico, di cui si è parlato anche a Linea verde Toscana; l’Istituto alberghiero Matteotti di Pisa, che ha creato un’azienda cioccolatiera e, per non parlare solo di cibo, l’Istituto professionale Margaritone di Arezzo per un progetto che unisce capacità artigianali e tecnologiche nell’ oreficeria. 

    Insomma, poiché l’istruzione è il bene più prezioso, anche partendo dall’innovazione, dalla valorizzazione della didattica si possono rinnovare scuola e società in una sorta di, parafrasando Trotskij, “formazione permanente”, perché è sempre più necessario aggiornarsi continuamente e, per scomodare il grande filosofo Seneca: “Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere”.

    Chiara Nencioni

    2593 Vis. 1 Vis. oggi