Radio Cora - Educati al centro commerciale

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    La proposta di M5S e Lega di chiudere totalmente (o a singhiozzo) i centri commerciali fa discutere, ma la cosa davvero inaspettata e problematica è il fatto che faccia discutere di rapporti umani, contesti educativi e relazioni sociali.

    In fondo è questa la vera vittoria del turbo-capitalismo, aver riposizionato i temi di discussione tutti dentro al campo economico; abbiamo ormai il centro commerciale come modello di vita, se davvero pensiamo che dipenda dall’apertura o chiusura dei Gigli di Prato (ad esempio) la capacità di valorizzare i rapporti affettivi.

    Non c’è bisogno di scomodare Marx per sapere che le condizioni lavorative influenzano la vita degli individui e delle società, ma davvero per affermarlo dobbiamo costruire intorno alla chiusura del Centro commerciale il vulnus di questa voglia di valorizzazione delle relazioni umane?

    Facciamole tutte le battaglie per migliorare il contesto lavorativo, ma facciamole non tanto per impedire l’apertura domenicale, ma per garantire paghe giuste a chi lavora durante i festivi ed i feriali e perché vi sia turnazione la domenica, tenendo presente però (perché di eccezioni è pieno il mondo) che il lavoro festivo per alcuni studenti lavoratori è l’unico modo per tenere insieme studio e occupazione; paghiamo bene allora chi lavora o sceglie di lavorare la domenica. Questo corrisponderebbe al massimo livello di pratica politica, come si tratta di scelta  politica personale quella di essere tra gli acquirenti in un centro commerciale di domenica.

    Si tratta di battaglie per la dignità dei lavoratori, ma non scambiamole (o non barattiamole) con la lotta per la riconquista delle relazioni familiari, perché ci accontenteremmo di troppo poco. Questa estate che sta terminando ha significato per tanti genitori e lavoratori, cercare dove sistemare i propri figli in questi tre mesi di “assenza di scuola”… il posto trovato è quasi sempre a pagamento, altrimenti dai nonni o poco più, non è solo la domenica a fare la differenza, ma la ri-umanizzazione del sistema-lavoro che riusciamo a costruire.

    Sono d’accordo allora, rivalutiamo la centralità della relazione familiare come elemento di crescita umana, ma il problema non ce lo risolve la chiusura domenicale del centro commerciale, ma la costruzione di welfare che sia 7 giorni su 7 e la formulazione di una differente sistema lavorativo.

    Perché questo passaggio avvenga, mi pare che la sinistra non abbia bisogno d’inseguire o rivendicare come propria la proposta governativa, ma necessiti di portare questa riflessione fuori dal Centro commerciale.

    Luca Bravi

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