Radio Cora - TANZANIA. ONG CHIEDONO DI ABOLIRE LE PUNIZIONI CORPORALI A SCUOLA

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  • TANZANIA. ONG CHIEDONO DI ABOLIRE LE PUNIZIONI CORPORALI A SCUOLA

    In Tanzania sta creando forti polemiche la morte di uno studente di 13 anni, il quale secondo la famiglia avrebbe riportato complicazioni letali dopo le percosse ricevute dal suo insegnante.

    Il decesso e’ sopraggiunto il 27 agosto nella provincia di Kagera, due giorni dopo che Sperius Eradius ha
    ricevuto la punizione del professore.
    Le associazioni per i diritti umani hanno condannato con forza l’episodio, sostenendo la richiesta dei genitori di aprire un’inchiesta per far luce sulla vicenda. L’insegnante e’ cosi’ finito in manette, mentre il preside della scuola e’ stato licenziato. Le ong chiedono inoltre al governo di abolire le punizioni corporali negli istituti scolastici. Secondo Ummy Mwalimu, il ministro della Salute con delega all’infanzia, sarebbe stato commesso “un grave abuso del testo che disciplina le punizioni corporali” e assicurato di aver inviato degli ispettori, e aperto un’indagine indipendente. “Ogni bambino ha il diritto di essere protetto. Come ministro incaricato di far osservare la legge, condanno fermamente tutte le violazioni commesse contro i minori”, ha aggiunto, sul suo profilo Facebook.

    Le punizioni corporali nelle scuole sono consentite dalla legge, che indica anche lo strumento da usare: una bacchetta di legno. Nel testo si precisa tuttavia che l’insegnante deve fare ricorso a tale misura solo laddove sia stata commessa un’infrazione molto seria da parte dell’allievo. In Tanzania e’ in atto una lunga polemica contro il governo
    anche per la decisione di espellere dalla scuola le ragazze che restano incinte, anche se a causa di stupro.

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