Radio Cora - UNANIME SOLIDARIETÀ PER GLI INSULTI E LO SPARO AI RAGAZZI DI VICOFARO  

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  • UNANIME SOLIDARIETÀ PER GLI INSULTI E LO SPARO AI RAGAZZI DI VICOFARO  

    Già lo scorso anno il vescovo di Pistoia aveva difeso il suo parroco attaccato con durezza dalla destra estrema e da colui che sarebbe poi diventato il ministro degli Interni, Matteo Salvini.

    La colpa di don Massimo era stata quella di aver accompagnato, come riconoscimento all’impegno dei suoi giovani migranti, presso una piscina a pochi chilometri dalla sua Parrocchia. Il bagno in quell’acqua dei migranti aveva scatenato le peggior ire della destra, che aveva colpito duro con offese e minacce a don Massimo ed alla sua comunità.

     Il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli aveva fatto presente che non era disposto a permettere che un sacerdote della sua diocesi venisse attaccato e insultato come era avvenuto e sta avvenendo nei confronti di don Massimo Biancalani: “Tutti possono criticare- aveva detto il vescovo- ed esprimere pareri discordanti sull’operato di un prete. Nessuno però si deve permettere di offendere, insultare, minacciare. Ciò non è cristiano ma neanche umano”.
    Passato un anno e dopo fasi alterne, con la stessa diocesi che aveva tenuto pure momenti di critiche anche aspre con il parroco colpevole di troppo attivismo e di solidarieta eccessiva, si è di nuovo stretta a don Massimo.
    L’occasione è stata colta a causa di un gravissimo episodio di violenza, ormai uno dei tanti che quotidianamente riempiono le pagine dei notiziari.
     A denunciare il fatto lo stesso don Massimo Biancalani che ha voluto denunciare l’ennesimo episodio a sfondo razziale a carico di un ospite del centro di accoglienza situato nei locali adiacenti la parrocchia di Vicofaro.
    Mons. Tardelli, vescovo di Pistoia, nel portare solidarietà e vicinanza alla giovane vittima ha voluto nuovamente stigmatizzare il clima di tensione e di “esasperazione del dibattito pubblico e che oggi sta producendo i suoi frutti più amari”.
    Il vescovo di Pistoia, già da molti mesi aveva messo in guardia rispetto al clima velenoso che si sta sviluppando in diocesi, in Toscana e nel Paese: «Oggi siamo seduti su di una polveriera e occorre imparare tutti ad essere cauti nei gesti e con le parole, perché non accada esattamente il contrario di ciò che vorremmo: che scoppi la guerra, dove invece ci vuole la pace. Oggi gli animi sono surriscaldati – ha affermato Tardelli – ci si muove spinti più dalla “pancia” che dalla ragione; più dalle sensazioni che dall’ obbiettività. E’ tempo, il nostro, in cui io credo occorra vigilare. Sulle nostre idee e sulle nostre parole; su ciò che ci viene comunicato e a nostra volta comunichiamo. Su ciò che facciamo ogni giorno; sulle nostre piccole o grandi scelte quotidiane. Occorre vigilare, prima che accada il peggio! Perché la rabbia non vinca sulla pazienza, la paura sul coraggio, l’insulto e l’arroganza sul rispetto, la violenza sull’amore».
    Questa volta sarebbero stati esplosi dei colpi di pistola, forse con una scacciacani secondo alcuni accertamenti della polizia.
    L’obiettivo sarebbe stato Buba Ceesay, migrante di 24 anni del Gambia, ospite appunto, della parrocchia di Vicofaro. Il giovane è rimasto illeso. A denunciarlo con un post sul suo profilo Facebook è stato lo stesso parroco di Vicofaro, don Massimo Biancalani, da sempre impegnato nell’accoglienza di migranti ed alcuni senza dimora di origine italiana.
    Tutte comunque persone accomunate dal destino di essersi ritrovate ospiti di questo vero e proprio “ospedale da campo” che aiuta, sostiene, prepara, condivide umanità e diffonde lo spirito della Pace e della solidarietà.
     Il giovane ha raccontato di aver incrociato due ragazzi in bicicletta, di aver sentito prima gli insulti, “sporco negro” e poi subiti dopo un botto. “Quando mi insultano per le strade neanche li guardo e tiro dritto. Ma questa volta mi hanno sparato, una cosa folle, è troppo”, ha raccontato Buba.  Secondo quanto ricostuito dalla Digos, che indaga sul caso, un bossolo sarebbe stato raccolto e consegnato alla polizia dallo stesso migrante.
    In sostanza la stessa versione raccolta da uno dei volontari impegnati nella parrocchia di Santa Maria Maggiore a Vicofaro (Pistoia).
    “Verso le dieci e trenta di sera tre giovani in bicicletta sono comparsi da dietro la nostra parrocchia e hanno gridato “negri”, poi si sono dileguati”, ha raccontato di D. M.
    L’uomo che è stato tra i primi a soccorrere e parlare con il ragazzo verso il quale è stato rivolto un colpo di pistola, ha riferito che il ragazzo era uscito “per la sua solita corsa serale” e mentre rientrava, ha sentito lo sparo.
    Numerosi gli attestati di solidarietà a don Massimo ed a tutti gli ospiti della comunità.
    Unanime la condanna anche se non sono mancati i distinguo segno di un clima in cui pare non si sia compreso il senso e la gravità di atti che ormai sembrano ripetersi quotidianamente senza che si vogliano prendere provvedimenti politici seri.
    Luca Soldi
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