Radio Cora - REGENI. PALAZZOTTO: ITALIA INTERVENGA PER LIBERAZIONE AMAL FATHY

articoli

  • REGENI. PALAZZOTTO: ITALIA INTERVENGA PER LIBERAZIONE AMAL FATHY

    “Nei giorni scorsi i genitori di Giulio Regeni hanno lanciato un appello perche’ venga restituita la liberta’ ad una donna egiziana, Amal Fathy, attivista per i diritti delle donne che e’ stata arrestata dal regime dopo aver pubblicato sui social network un video in cui criticava le istituzioni di quel Paese e contro le molestie sessuali nei confronti delle donne”. Lo afferma Erasmo Palazzotto di Liberi e Uguali.

    “Amal Fathy – prosegue il parlamentare di Leu – e’ anche la moglie di uno dei consulenti legali della famiglia Regeni per la ricerca della verita’ e della giustizia nel caso di omicidio di
    Giulio al Cairo.”
    “Ora vogliamo sapere dal premier Gentiloni e dal ministro degli Esteri Alfano – conclude Palazzotto – quali iniziative ufficiali abbia assunto in queste ore l’Italia affinche’ le venga
    restituita la liberta’. Un po’ di coraggio civile non guasterebbe”.

    “Sono molto inquieta per l’arresto della moglie del nostro legale egiziano, madre di un bambino di tre anni. Se questo accade vuol dire che siamo molto vicini alla verità. Ma la verità non può essere pericolosa per chi la cerca”. Così Paola Regeni, madre di Giulio, a un incontro intitolato ”Verità e giustizia per Giulio”,  al Salone del libro di Torino. “Sarei preoccupata per chiunque – ha detto Paola Regeni – e lo sono ancora di più per una donna, sapendo quello che possono farle. Amal è stata accusata di terrorismo, una accusa che in Egitto può portare all”ergastolo e alla pena di morte. E’ stata arrestata con il marito e il figlio, ma loro sono stati poi
    rilasciati perché hanno la doppia cittadinanza, egiziana e svizzera”.
    “Ancora una volta – ha aggiunto – abbiamo bisogno di tutti voi che da oltre due anni ci state vicino, dobbiamo fare una pressione fortissima perché le venga restituita la libertà a
    questa donna coraggiosa”. “Ogni giorno in Egitto – ha sottolineato la legale della famiglia, Alessandra Ballerini- tre o quattro persone scompaiono nel nulla. Di queste, il 5 per cento riappare cadavere, il 35 per cento non compare mai più, e il resto rimane detenuto in
    attesa di giudizio”.

    1642 Vis. 1 Vis. oggi