Radio Cora - DON CIOTTI A LOCRI: LA POVERTÀ É UN CRIMINE DI CIVILTÀ

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  • DON CIOTTI A LOCRI: LA POVERTÀ É UN CRIMINE DI CIVILTÀ

    “Libera è apartitica ma non apolitica” sono le parole di don Luigi con le quali ha esordito nel discorso di ringraziamento nei confronti dell’Amministrazione comunale di Locri, guidata dal sindaco Giovanni Calabrese. E sulla necessità di una politica attenta ai temi del bene comune, della tutela degli ultimi ha incentrato tutto il suo ragionamento: “Ho sempre detto che il primo vero testo antimafia è la Costituzione italiana”.

    di LUCA SOLDI

    Un concetto che ha ribadito più volte don Luigi Ciotti durante il suo intervento in occasione della cittadinanza onoraria che gli è stata conferita dal Comune di Locri. Un richiamo alla politica che risuona più alto proprio ad una settimana di un risultato elettorale che ha sconvolto gli equilibri, che preoccupa ed al tempo stesso apre a nuove speranze per quanti sono ai margini della società.

    “Sono sempre punti di riferimento – ha aggiunto – il Vangelo e la Costituzione italiana che se venisse applicata fino in fondo non avremmo bisogno di tanti codici. La politica deve prendersi cura delle persone più fragili, di chi sta ai margini, di chi non ha lavoro e non ha futuro. Se non fa questo la politica tradisce se stessa. Bisogna pensare alle persone non come elettori. Se per il consenso, si umiliano gli immigrati e la povera gente, non è politica. È un’altra cosa”.

    Oltre al tema dell’immigrazione, don Ciotti si è soffermato su quello caro del lavoro: “Se 4 milioni e mezzo di persone vivono nella povertà assoluta sarà un problema centrale. Dobbiamo dirci con chiarezza che la povertà è un reato contro la dignità delle persone. È un crimine di civiltà”. E di un Paese che ha bisogno estremo di “interazione” parla don Ciotti, fra istituzioni, fra partiti, fra associazioni e fra uomini. E la motivazione con la quale viene offerta la cittadinanza onoraria di Locri a don Ciotti rafforza i sentimenti di vicinanza al fondatore del Gruppo Abele e di Libera: “Per la profonda stima che Locri e i suoi cittadini hanno nei confronti del sacerdote e dell’associazione Libera, per il sentimento di riconoscenza verso quel grande e tenace impegno morale che don Ciotti ha assunto verso la Calabria e Locri in particolare”.

    Intanto il 21 marzo si avvicina, quella che dallo scorso anno è diventata istituzionalmente la giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime innocenti delle mafie voluta da Libera e dal suo fondatore, è ormai una data prossima.

    Realtà protagonista della giornata sarà Foggia, una scelta molto attenta e non semplice. Ci sarà un messaggio che arriverà per tutto il Paese, proprio dalla decisione di aver scelto una terra così ricca ma anche devastata dalle mafie: “Si va lì per illuminare innanzitutto le cose belle, importanti e positive. Operano realtà fortemente impegnate, che non devono essere lasciate sole. Vogliamo anche dare un segnale al Paese che le mafie sono cambiate. Due luoghi, però, sono quelli dove si uccide ancora: Napoli città e la provincia di Foggia, dove su 300 omicidi nell’80% dei casi non si conosce la verità”.

    Ebbe a dire alcuni giorni fa il fondatore di Libera nel corso della presentazione alla stampa, a Roma, della Giornata, “ciò pone grossi interrogativi”. “Si va quindi anche per una denuncia che deve diventare azione concreta – aggiunse-La nostra dimensione è quella di educare alla responsabilità”.

    Tanta la speranza per una grande partecipazione di giovani: “Migliaia di ragazzi per riflettere insieme. Non è un evento, una marcia o una cerimonia. Abbiamo bisogno di una memoria viva perché c’è molta ignoranza e manipolazione del passato, di memoria e impegno per risarcire il dolore innocente, la giustizia negata e le verità taciute”.

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