Radio Cora - QUEI ROGHI INTOLLERABILI

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  • QUEI ROGHI INTOLLERABILI

    Hanno un bel daffare nella Lega per spiegare l’inqualificabile gesto compiuto da alcuni giovani appartenenti al Movimento Giovani Padani che avrebbero dato fuoco ad un pupazzo raffigurante la Presidente della Camera.
    Un fatto ingiustificabile organizzato da tempo che non lascia spazio alle scuse per quanti lo hanno realizzato e anche per quanti hanno consentito si potesse realizzare.

    di LUCA SOLDI

    Era infatti dal pomeriggio che nella piazza di Busto Arsizio, in occasione della festa in onore della ‘Giobia’, ricorrenza popolare del Nord Italia, si notavano strani movimenti.
    Tradizione avrebbe voluto che nella notte si fossero bruciati dei fantocci come segno di buon auspicio, ma questa volta si è voluto andare oltre riportando alla mente i roghi di un triste passato.
    Quest’anno il clima elettorale, i “sentimenti” razzisti ed una certa indifferenza hanno permesso che uno dei fantocci raffigurasse la presidente della Camera Laura Boldrini e che fosse collocata in bella mostra con tanto di fotografia corredata da slogan contro le politiche migratorie.
    Così questa sera la figura raffigurante Laura Boldrini è stata data a fuoco dal ‘Movimento Giovani Padani’ della Lega in piazza a Busto Arsizio, in provincia di Varese.

    Sono comunque in corso, da parte degli organi competenti,
    le prime indagini destinate all’identificazione degli ideatori del fantoccio e degli autori del rogo in attesa anche di formulare le ipotesi di reato.
    Intanto i vertici locali della Lega minimizzano giudicando quel rogo uno scherzetto innocente: “Il falò pupazzo Boldrini è solo goliardia giovanile” e parlando con l’agenzie di stampa: “La gogliardia giovanile non voleva mancare di rispetto all’oramai ex presidente della Camera”, dicono i dirigenti leghisti, che ricordano come sia “comunque tradizione in Lombardia bruciare in questo periodo il vecchio per augurarsi un anno migliore che possa andare oltre agli aspetti negativi appena passati”.
    Insomma un fraintendimento un po’ esagerato che vuol trasmettere, secondo i leghisti, il messaggio politico di voler: “far intendere di voltare pagina, così come è stato fatto negli anni scorsi con altri rappresentanti politici”.
    A Milano, però la cosa non deve esser piaciuta troppo, perché il coordinamento federale del Movimento Giovani Padani di Milano si è decisamente dissociato: “nella maniera più assoluta rispetto a quanto accaduto questa sera nella piazza di Busto Arsizio”.
    Vertici regionali che hanno sottolineato che il loro contrasto alle “pessime politiche del governo” avviene “con la sola forza delle idee, non con atti di violenza”. Il coordinamento, preso atto di quanto accaduto, “provvederà a emanare provvedimenti disciplinari verso i responsabili”.
    Sdegno da società civile e partiti che hanno ricordato quanto possa essere devastante un clima fatto di paura e odio e di come tutto ciò possa diventare ancora più drammatico all’approssimarsi del confronto elettorale.

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