Radio Cora - ARRIVA LA LEGGE CHE DIFENDE CHI DENUNCIA LE ILLEGALITÀ SUL LAVORO 

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  • ARRIVA LA LEGGE CHE DIFENDE CHI DENUNCIA LE ILLEGALITÀ SUL LAVORO 

    Via libera definitivo dell’Aula della Camera alla legge sul Whistleblowing. Il testo sulla segnalazione di attività illecite nell’amministrazione pubblica o in aziende private da parte del dipendente che ne venga a conoscenza, diventa delle dello Stato.

    E’ dunque via libera alla normativa che integra tutto l’insieme di provvedimenti a tutela dei lavoratori del settore pubblico che abbiano da segnalare illeciti.

    Il termine inglese con cui i provvedimento viene identificato è decisamente impronunciabile, Whistleblowing, ma in sostanza indica specificatamente, negli Stati Uniti d’America, la locuzione whistleblower (“soffiatore di fischietto”), detto anche impropriamente gola profonda (deep throat), identifica un individuo che denuncia pubblicamente o riferisca alle autorità attività illecite o fraudolente all’interno del governo, di un’organizzazione pubblica o privata o di un’azienda.

    Decisamente condiviso e trasversale il voto alla Camera. A favore sono stati ben 357 deputati, 46 i contrari (Fi e Di), solo 15 gli astenuti.

    Per chi segnala reati o irregolarità nel lavoro pubblico o privato, a partire da casi di corruzione, previste dalla legge approvata a Montecitorio è prevista una tutela dell’identità oltre alla garanzia di nessuna ritorsione sul lavoro e tantomeno di atti discriminatori.

    In particolare, il dipendente, pubblico o privato, che segnala all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), o denuncia all’autorità giudiziaria condotte illecite, di cui sia venuto a conoscenza grazie al proprio rapporto di lavoro, non possa essere in alcun modo sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa che potrebbe avere effetti negativi. Inoltre non hanno nessun valore eventuali atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro.

    Si prevede un importante passaggio cioè che l’identità del segnalante non potrà essere rivelata. Spetterà poi al datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie siano motivate da ragioni estranee alla segnalazione da parte del dipendente.

    E’ una soddisfazione per tutta la società civile ed in particolare per quanti di sono impegnati da tempo: “È una nuova, grande vittoria per Riparte il futuro” dice il portavoce Federico Anghelé. A spingere perché il nostro Paese si dotasse di queste normative  sono state Transparency International Italia, Riparte il futuro che da oltre un anno promuovono la campagna #vocidigiustizia per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’importanza di difendere e valorizzare la figura del “segnalante” sul posto di lavoro “un vero e proprio baluardo nella prevenzione della corruzione”.

    “Dopo il Foia (il Freedom of Information Act)  Riparte il Futuro incide ancora una volta in maniera significativa sul cambiamento – in positivo – di questo paese” continua Anghelé che ringrazia quanti hanno sottoscritto la campagna.

    Riparte il futuro è riuscita a esercitare ancora una volta una forte pressione sul Parlamento che, dopo più di 600 giorni di  stallo in seguito all’approvazione in prima lettura alla Camera, il 21 gennaio 2016,  ha visto una rapida votazione prima al Senato , lo scorso ottobre e adesso alla Camera.

    Positivi i commenti dalla politica: “Il sì definitivo di Montecitorio alla legge sul whistleblowing, ovvero le disposizioni per la tutela di chi segnala illeciti negli enti pubblici e privati, è un altro passo avanti nella costruzione di un’Italia migliore – interviene la vice presidente della Camera, Marina Sereni –. Introducendo una nuova disciplina per proteggere da discriminazioni o ritorsioni chi denuncia fenomeni di corruzione, la norma integra le disposizioni già previste dalla “Legge Severino” per i lavoratori del settore pubblico e privato”.

    Giudizi positivi anche dalla commissione Giustizia della Camera per bocca della presidente Donatella Ferranti che ha precisato l’introduzione delle norme sul  whistleblowing “è un ulteriore e significativo passo avanti nella lotta alla corruzione. Una efficace e concreta tutela di chi segnala illeciti può rivelarsi strumento prezioso nel rompere quel circuito omertoso che rende spesso difficile scoprire i fenomeni corruttivi”.

    articolo di Luca Soldi

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