Radio Cora - E LA “COLPA” RICADA SULLA DONNA

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  • E LA “COLPA” RICADA SULLA DONNA

    E’ dovuto intervenire monsignor Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna a fermare quel fiume di melma lanciato da uno dei sacerdoti della Diocesi, don Lorenzo Guidotti che aveva sparato a zero contro una ragazza colpevole di essersi predisposta ad uno stupro.

    DI LUCA SOLDI

    Il parroco ha usato Facebook per illustrare la sua personale dottrina: “Mi spiace ma… Se nuoti nella vasca dei piranha non puoi lamentarti se quando esci ti manca un arto… cioè… A me sembra di sognare!! Ma dovrei provare pietà? No!! Quella la tengo per chi è veramente vittima di una città amministrata di *****, non per chi vive da barbaro con i barbari e poi si lamenta perché scopre di non essere oggetto di modi civili. Chi sceglie la cultura dello sballo lasci che si ‘divertano’ anche gli altri…”.
    Parole offensive, indegne che oltre aver rinnovato dolore, hanno suscitato una profonda preoccupazione per l’essere uscite proprio da parte di chi dovrebbe essere nel modo più assoluto vicino a quella povera ragazza che nei giorni scorsi, era caduta nella trappola più odiosa.
    La notizia, complici le morbosità di molti media, per quella 17enne che il 3 novembre che aveva denunciato di essere stata violentata in un vagone della stazione, dopo una serata in cui si era ubriacata, aveva creato indignazione generale.
    Nessuna comprensione, nessun imbarazzo dal parroco che aveva deciso di colpevolizzare quella minorenne più dei suoi aggressori, più di quanti creano le condizioni che inducono i nostri ragazzi a perdersi nell’alcol e nelle dipendenze.

    “Il mio non è un attacco alla ragazza, ci mancherebbe, ma un tentativo di far pensare gli altri ragazzi e i loro genitori… e, magari, anche chi amministra la cosa pubblica. Chissà forse proprio grazie alle parole forti e a questo articolo, il messaggio arriva a chi altrimenti non avrei mai raggiunto. Vogliamo aspettare la seconda vittima, la terza, la quarta, ecc? Io NO!”. Così don Lorenzo Guidotti, parroco bolognese, ritorna su Facebook sulle parole scritte il 6 novembre, commentandone la diffusione sui media. “E così ho avuto anche io il mio quarto d’ora di notorietà (ne avrei fatto anche a meno perché non la cerco)”, dice. Quanto al caso della ragazzina che ha denunciato uno stupro alla fine di una serata in cui ha detto di essersi ubriacata, il sacerdote scrive: “Sapevo benissimo di usare parole forti… e ho cambiato il titolo più volte per attenuare i toni e immaginarmi di fare il commento all’articolo (io non scrivo su Fb quasi mai, mi limito a commentare gli articoli in rete cercando di ristabilire quella verità di cui generalmente si fa scempio) avendo davanti questa ragazza o immaginando che fosse della mia parrocchia (potrebbe esserlo). Di giovani come lei ne abbiamo tanti, soprattutto in questo quartiere. Non se ne può più di chi favorisce la (sub)cultura dello sballo, dell’alcool, della droga”.

    L’arcidiocesi di Bologna, guidata da monsignor Matteo Zuppi, non ha potuto che intervenire sulle polemiche nate dal post iniziale del parroco. Monsignor Zuppi, da sempre attento al mondo dei giovani, delle dipendenze, attento ad evitare pericolosi atteggiamenti oltranzisti e populisti non ha fatto a meno di precisare che le parole di don Lorenzo Guidotti corrispondono “ad opinioni sue personali, che non riflettono in alcun modo il pensiero e la valutazione della Chiesa, che condanna ogni tipo di violenza”.

    Le osservazioni di Zuppi hanno sortito subito il loro effetto tanto che don Giudotti si è precipitato nel chiedere le scuse: “Io col mio intervento ho sbagliato, i termini, i modi, le correzioni. Non posso perciò che chiedere scusa a lei e ai suoi genitori se le mie parole imprudenti possono aver aggiunto dolore, come invece accadrà leggendole”. Così don Lorenzo Guidotti che, come spiega la curia bolognese che ne ha diffuso una dichiarazione, “riconosce di essersi espresso in maniera inappropriata e intende chiarire il suo pensiero”.

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