Radio Cora - USA-CUBA TORNA IL TEMPO DEL “PIANETA PROIBITO”

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  • USA-CUBA TORNA IL TEMPO DEL “PIANETA PROIBITO”

    Non bastavano i venti di Irma a sferzare l’isola di Cuba. A spazzare via case, strutture turistiche, rete elettrica e colture agricole. Nuovi venti gelati sono arrivati su una terra e su un popolo orgoglioso e tenace ma ancora allo stremo. E questa volta la colpa delle devastazioni non è della natura ma degli uomini.

    E precisamente del gigante americano, o meglio del suo presidente Trump che ha riportato indietro di decenni il corso della storia.
    Non sono dunque bastati gli anni di Obama che avevano portato un po tutti a sperare, ad arginare le forze che mirano ancora oggi a riportare i rapporti al tempo della guerra fredda.
    In molti erano già consapevoli che le cose sarebbero andate in una direzione preoccupante. Che sarebbe stato sbagliato lasciarsi andare ad un senso di speranza dettato dalla crescita democratica del popolo americano.
    Nessuno però si sarebbe aspettato il precipitare delle cose in un momento di così alta fragilità per quell’isola che ancora oggi rappresenta per molti il sogno del riscatto contro le forze reazionarie.
    Segno tangibile di questo ritorno al passato è l’interruzione, da parte degli Stati Uniti il rilascio di visti per Cuba.
    Un intervento a scadenza indefinita, che viene completato dal fatto che si fermano i viaggi delle delegazioni ufficiali in seguito a misteriosi attacchi acustici contro il personale dell’ambasciata. Gli stessi cittadini americani hanno ricevuto l’invito a non recarsi a Cuba per il timore di possibili ‘attacchi’ negli hotel dell’isola che potrebbero mettere a repentaglio la salute dei viaggiatori.
    Un deciso passo indietro considerato che l’ambasciata americana a Cuba era stata riaperta nel 2015, dopo ben 54 anni di gelo, proprio dall’amministrazione Obama. Era stato il presidente democratico ad impegnarsi nel voler ristabilire i rapporti diplomatici tra i due Paesi grazie a un accordo con Raul Castro.
    Adesso ad interrompere quelli che dovevano i primi passi di una normalizzazione ecco che arrivano dei misteriosi ed indefiniti attacchi di guerra elettronica
    Cuba, dunque, oggi diventa la rappresentazione di quel “pianeta proibito” dove avvengono mostruosi attacchi con macchine infernali stile vecchi film di fantascienza anni ’50.
    Primo passo degli Usa l’ordine perentorio, al 60 per cento dello staff dell’ambasciata americana al’Avana, di lasciare la sede di rappresentanza in seguito a “specifici attacchi” contro i propri diplomatici. Gli strani malesseri che avevano colpito alcuni diplomatici sono stati dunque tutti attribuiti a misteriosi ultrasuoni.
    Nessuna contromisura, da parte del gigante delle tecnologie e’ riuscita a sconfiggere gli ultrasuoni di Raul Castro.
    Adesso sull’isola resterà soltanto il “personale d’emergenza”: gli altri funzionari, con i propri familiari, faranno ritorno in patria. Una vicenda surreale che aveva portato all’incontro, appena tre giorni fa, del Segretario di Stato americano, Rex Tillerson, con Bruno Rodriguez, il ministro degli Esteri cubano.
    Alla preoccupazione di Rodriguez, la portavoce del dipartimento di Stato, Heather Nauert, successivamente all’incontro, aveva definito la conversazione tra i due “franca”. Un piccolo margine di speranza che governo americano ha subito spento.
    Pare che gli attacchi risalgano al 2016 e ben ventuno i diplomatici che avrebbero accusato evidenti fastidi alle orecchie. Due di loro in particolare avrebbero avuto seri problemi di udito ed uno di loro avrebbe perfino perso la capacità di sentire in modo permanente.
    Le autorità cubane naturalmente hanno più volte negato ogni responsabilità dando piena assicurazione di non sapere nulla di questi misteriosi episodi.
    Ad indagare anche l’Fbi. Fra le ipotesi, che avrebbero spinto a ridurre drasticamente la presenza del personale nella sede diplomatica ed a “imporre” gli altri provvedimenti, la possibilità che le interferenze siano manovrate da un misterioso terzo Stato.

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