Radio Cora - VIA LIBERA DALLA CAMERA AL DDL CONTRO LA PROPAGANDA FASCISTA 

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  • VIA LIBERA DALLA CAMERA AL DDL CONTRO LA PROPAGANDA FASCISTA 

    Parere positivo dell’Aula della Camera al ddl Fiano che inserisce nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Il testo, approvato a Montecitorio con 261 sì, 122 no e 15 astenuti, adesso passa al Senato. Di LUCA SOLDI

    Il ddl Fiano contro l’apologia del fascismo e del nazismo era approdato in Aula alla Camera dopo aver incassato il parere negativo di M5S e Lega. Introduce nel codice penale l’articolo 293-bis, che prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chiunque propagandi immagini o contenuti del partito fascista o nazionalsocialista tedesco o delle loro ideologie.
    In questo modo gadget e souvenir che ricordano il periodo dell’Italia fascista scompariranno e scatterà anche il divieto per il saluto romano. Fare propaganda via web delle ideologie fasciste e naziste, secondo il testo, sarà un’aggravante.
    La normativa colma dei vuoti che si erano venuti a creare nel tempo rafforzando così il senso democratico della Costituzione che nega la possibilità di riorganizzare, “sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Altre due volte le istituzione avevano messo mano alla delicatissima questione, già nel 1952 era arrivato nella legge Scelba, dal nome dell’allora ministro dell’Interno, il reato di apologia del fascismo: la normativa che prevede la condanna di chi «pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo» o le sue «finalità antidemocratiche».
    Un passo ulteriore era arrivato nel 1993 con la legge Mancino che punisce chi «diffonde idee fondate sulla superiorità o l’odio razziale o etnico» o incita a «atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi».
    Naturalmente vieta la costituzione di organizzazioni che incitano a tali atti e comportamenti.
    Inutile dire che questo passo avanti della nuova legge ha ingenerato una dura reazione della destra.
    Merita di sottolineare il discorso, pronunciato alla Camera dei Deputati, dal parlamentare di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa.
    Nel corso del suo intervento contro il ddl Fiano sulle modifiche al codice penale riguardanti il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista ha dichiarato, lamentandosi anche per una certa accelerazione nei tempi di discussione:
    “Comincia già una certa limitazione della libertà di pensiero. Comunque non avrei bisogno di tempo, perché questa legge non vieta soltanto il parlare, il dire, lo scrivere, il pensare, il raffigurare, il disegnare, il dipingere, lo scolpire, tutte cose che non piacciono a questo regime politico” – ha continuato La Russa – “Lo ha scritto molto bene oggi Giorgia Meloni. La legge Fiano vieta anche la gestualità. Quindi, da ora in poi, state attenti ad alzare la mano oltre alla spalla, state attenti a mettere le mani sui fianchi, state attenti a camminare con la gamba alzata orizzontalmente quando camminate, state attenti anche ad accentuare il mento, perché l’accentuare il mento richiama certamente quel mostro, che fu Benito Mussolini. Potete essere passibili di due anni di galera. Vergogna!”.
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