Radio Cora - CARO MINISTRO QUANTI SOLDI E PER QUALI DIRITTI?

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  • CARO MINISTRO QUANTI SOLDI E PER QUALI DIRITTI?

     

    Mentre si celebra il successo della diplomazia e della incisività della nostra politica ecco il testo del documento sottoscritto dal ministro dell’Interno Minniti ed i “sindaci” del sud della Libia. All’incontro hanno partecipato anche il ministro dell’Interno della Libia, il presidente dell’Anci, il Segretario Generale della Farnesina, l’ambasciatore italiano a Tripoli e rappresentanti della Commissione Europea. Di LUCA SOLDI

    Al termine dell’incontro è stata approvata la Dichiarazione Congiunta che segue.

    La domanda che nasce spontanea e quanti soldi e in che forma verranno consegnati a questi “sindaci” ?

    Ma anche fino a dove si potranno spingere questi signori di cui ci è stato raccontato ben poco e che della figura del sindaco come conosciamo noi hanno ben poco?

    Quali controlli da parte degli organismi internazionali sui metodi di “respingimento e detenzione” che necessariamente verranno a fermarsi?

    Di tutto questo il testo il testo risulta fumoso ed evita di addentrarsi.

    L’attenzione del documento va ad i traffici illegali ma il punto sono i diritti negati ed il male che potrebbe aggiungersi in una ipocrisia generale.

    Sicuramente seguiranno precisazioni l’importante  è che non venga dato ad intendere che quanto avviene nel mare mediterraneo, sulle coste della Libia ed adesso nel sud di quel Paese non ha costi, in termine di vite, risorse e diritti negati:

    «Nello spirito dell’accordo bilaterale del 2 febbraio 2017, e costruendo su quanto deciso nell’incontro a cui hanno preso parte 14 sindaci libici lo scorso 13 luglio a Tripoli, Italia e Libia rinnovano il loro impegno a sviluppare una relazione speciale per fornire alle comunità locali più duramente colpite dall’immigrazione illegale, dal traffico di esseri umani e dal contrabbando, alternative di crescita e sviluppo.

    I giovani di quelle aree e di tutta la Libia meritano un futuro di speranza e libertà dalle minacce poste dalle organizzazioni criminali contro le loro regioni.

    Rinnoviamo la nostra ferma opposizione al traffico di esseri umani e ad ogni traffico illegale, e ci impegniamo a lottare con la massima determinazione contro i responsabili.

    I trafficanti sono un nemico comune. Essi non hanno posto in una Libia governata dalla Legge e dal principio del rispetto dei diritti umani, e ricca di opportunità economiche.

    La Libia guarda con aspettativa al tempestivo sostegno dell’Italia e dell’Unione Europea ai progetti già proposti e che saranno proposti in futuro, finalizzati al miglioramento delle condizioni di chi vive nelle aree colpite dai traffici illegali.

    L’Italia continuerà a sostenere il Consiglio Presidenziale del Governo di Accordo Nazionale, quale partner principale in questo sforzo, nel momento in cui esso estende la propria autorità sul territorio libico e protegge le proprie frontiere».

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