Radio Cora - SANITA’, RAPPORTO GIMBE: NEL 2019 SPESA SOTTO SOGLIA ALLARME OMS

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  • SANITA’, RAPPORTO GIMBE: NEL 2019 SPESA SOTTO SOGLIA ALLARME OMS

    Sempre meno risorse per la sanità pubblica, non solo oggi ma anche nei prossimi anni. Al punto che, entro il 2019, il rapporto spesa sanitaria-Pil scenderà sotto la soglia d’allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

    La denuncia arriva dalla Fondazione Gimbe, che oggi a Roma ha presentato il secondo Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. “Secondo il Def 2017 – spiega il presidente Nino Cartabellotta – nel triennio 2018-20 il rapporto tra spesa sanitaria e Pil diminuirà dal 6,7% del 2017 al 6,5% nel 2018. E arriverà al 6,4% nel 2019: per la prima volta sotto la soglia d”allarme fissata dall’Oms, pari al 6,5%, al di sotto della quale si riducono le aspettativa di vita”. Inoltre, comparando i Def del 2015-16 e 17, “emergono intenzioni politiche precise”. Ovvero, prosegue, “se inizialmente il definanziamento della sanità era conseguenza della crisi, oggi invece è diventata una costante irreversibile”. Il Def 2017 conferma infatti, “che a un”eventuale ripresa del Pil nei prossimi anni non corrisponderà in modo proporzionale un aumento del finanziamento della sanità”.

    “E’ urgente, vista la situazione, rimettere mano alla sanità integrativa e mettere a punto una disciplina che stabilisca cosa deve fare il privato e come “, secondo Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR), componente Commissione Sanità del Senato. “Più trasparenza e regole chiare sui fondi integrativi sanitari” viene chiesta anche dal presidente della Commissione Affari sociali della Camera Mario Marazziti. Tra le priorità, secondo Amedeo Bianco (Pd), membro della Commissione Sanità del Senato, “formare professionisti sanitari a portare avanti una governance morale sui Livelli essenziali di assistenza, in modo che possano indirizzare sulle prestazioni che è giusto offrire al singolo paziente”. Per Walter Ricciardi, presidente dell”Istituto Superiore di Sanità (Iss), è necessario infine “migliorare il dialogo con il ministero dell”Economia”, perché “non possiamo parlare di migliorare la prevenzione, se poi lo Stato si finanzia con fumo, alcol e gioco d’azzardo”.

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