Radio Cora - CORRUZIONE, TRANSPARENCY INTERNATIONAL ITALIA: IN MESI PIÙ DI 300 SEGNALAZIONI

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  • CORRUZIONE, TRANSPARENCY INTERNATIONAL ITALIA: IN MESI PIÙ DI 300 SEGNALAZIONI

    Da quando è stato avviato, nell’ottobre 2014, fino ad oggi, il servizio ALAC, Allerta Anticorruzione attivato da Transparency International Italia, sono arrivate ben 309 segnalazioni; 147 nel solo 2016. Nell’ultimo report pubblicato dall’associazione internazionale anti-corruzione sul servizio ALAC emerge che il Lazio è la regione italiana con maggior numero di segnalazioni nel 2016 con 25 casi, seguita dalla Lombardia (19) e dalla Puglia (14) che nell’ultimo anno ha superato la Campania, posizionandosi al terzo posto. Il servizio Alac è l’unico servizio, in Italia, attivato e gestito da un’organizzazione della società civile che riceve le segnalazioni di casi di corruzione attraverso una piattaforma online in grado di garantire la riservatezza e l’anonimato del segnalante, consentendo, al tempo stesso, di dialogare con lo stesso per approfondire il caso.

    Il 63% delle segnalazioni ricevute nel 2016 sono arrivate da fonti anonime. Tra chi ha scelto di denunciare i fenomeni corruttivi svelando la propria identità ben il 31% sono uomini, solo il 17% donne; la fascia d’età più coinvolta è quella fra i 40 e i 54 anni. Il 37% dei segnalanti sono whistleblower, e cioè sono persone che lavorano nell’ente a cui la segnalazione si riferisce. La mancanza di una legge in Italia che tuteli queste persone (attualmente il disegno di legge è stato approvato alla Camera ed è in attesa di approvazione al Senato) non incentiva a segnalare i fatti di cui si è a conoscenza. Considerando che chi lavora in un ente si trova in una posizione più favorevole a venire a conoscenza di eventuali illeciti, questa lacuna normativa risulta particolarmente grave nella lotta alla corruzione.

    Le principali forme di illecito segnalate riguardano favoritismi, clientelismo e nepotismo (41), seguite da frodi e violazioni contabili (29) e da inefficienze (15). Le segnalazioni riguardano soprattutto le nomine e le assunzioni (24%), l’esecuzione di servizi pubblici (22%) e gli appalti (18%). Il settore pubblico resta quello con più segnalazioni con il 69% dei casi. Nello specifico, la sanità (19%), scavalca la Pubblica Amministrazione (18%). Seguono il settore dell’edilizia (9%) e dell’educazione (9%). Quest’ultimo in particolare crescita rispetto allo scorso anno.

    A fronte di questi numeri, tante sono anche le storie raccolte attraverso ALAC, storie di persone che decidono di non restare in silenzio e che spesso pagano sulla propria pelle questa scelta a causa della mancanza di una legge che li tuteli. Alcune di queste storie sono raccontate nel report e riguardano sia il Comune più piccolo che l’istituzione centrale più importante. Tra i soggetti segnalati vi sono gli IPAB, gli Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficienza, che sembrano sfuggire a qualsiasi controllo gestionale nazionale, e l’INPS, relativamente a delle procedure di assegnazioni di incarichi apparentemente poco trasparenti. Un altro caso è quello di tre vigili urbani di Pescara che non si sono arresi davanti a sospette irregolarità commesse nel loro Comune. “ALAC non fa altro che fotografare la situazione di un Paese in cui la corruzione è purtroppo ramificata e diffusa in tutti i piccoli centri di potere decisionale ed economico presenti sul territorio” dichiara Giorgio Fraschini, coordinatore del servizio, “Purtroppo però la mancanza di una legge a tutela di chi segnala è ancora un forte disincentivo per molti che sono a conoscenza di illeciti ma che preferiscono non esporsi e rimanere in silenzio”.

    “Le segnalazioni ricevute sulla piattaforma ALAC offrono uno specchio della corruzione in Italia, che per quanto sia un’immagine parziale si riflette anche nei casi che ritroviamo sui media. Con l’inizio di questo 2017” dichiarano da ALAC “abbiamo infatti iniziato a inserire all’interno di una mappa tutti i casi che quotidianamente leggiamo sui giornali locali e nazionali e che si riferiscono a diversi ambiti della corruzione”. Da gennaio sono già più di 150 i casi raccolti. Tale mappa è ora strumento condiviso che anche i cittadini possono usufruire e contribuire ad ampliare in modo da renderla più completa possibile. Il monitoraggio è semplice e consiste nell’invio del link della notizia, attraverso la pagina https://www.transparency.it/monitoriamo. A fronte di una verifica, l’articolo sarà caricato in un database e pubblicato sulla mappa che permetterà di conoscere l’ambito del reato, lo stato di avanzamento del processo e la localizzazione.

    “I dati di ALAC e quelli derivanti dalla mappatura dei casi di corruzione sui media ci dicono in modo inequivocabile che il cammino da fare è ancora molto lungo e in salita – ha dichiarato Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia – Il Governo deve intervenire su più fronti, educativo, normativo e culturale, in modo tempestivo e deciso. Non possiamo più permettere che una tale diffusione della corruzione mortifichi le generazioni più giovani, costrette o a cercare lavoro all’estero o a diventare conniventi con questo modo di fare”.

     

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