Radio Cora - [podcast] GUADAGNUCCI: “DALLA STORIA DI PERSONE COMUNI, SOPRAVVISSUTE A ECCIDI, CI VIENE STORIA CIVILE DEL NOSTRO PAESE”

articoli

  • [podcast] GUADAGNUCCI: “DALLA STORIA DI PERSONE COMUNI, SOPRAVVISSUTE A ECCIDI, CI VIENE STORIA CIVILE DEL NOSTRO PAESE”

    Si è svolto lo scorso 10 aprile, al Palazzo di Giustizia di Firenze, il convegno “Oltre l’armadio della vergogna. Processi, giustizia, verità storica sui crimini nazifascisti” organizzato dal Sindacato degli Avvocati di Firenze e Toscana, in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Firenze.

    Lorenzo Guadagnucci, giornalista e scrittore, è l’autore di “Era un giorno qualsiasi” il libro in cui racconta la storia del padre, Alberto Guadagnucci, sopravvissuto all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema a soli 10 anni.

    “Che cos’è la memoria? È attraverso le storie di persone comuni che ci viene la storia civile del nostro paese. Ma la memoria corre il rischio di monumentalizzazione: questi luoghi devono avere la caratteristica di farci stare male; devono aiutarci a guardarci attorno, a capire che le stragi non è qualcosa che abbiamo messo alle nostre spalle ma che si moltiplica attorno a noi da Srebrenica alla Siria passando per la Cecenia. Andare a Monte Sole o Sant’Anna deve servire a farci aprire gli occhi. Da questi luoghi deve spiccare una riflessione sul male assoluto della guerra.”

    Ascolta l’intervento di Lorenzo Guadagnucci:

    Nel 1994, durante le indagini sui crimini commessi da Erik Priebke, viene ritrovato a Roma, presso la Procura Generale Militare di Palazzo Cesi, il famoso “Armadio della Vergogna”, contenente 695 fascicoli, con timbro del 1960 e dicitura “archiviazione provvisoria”, relativi a centinaia di crimini compiuti in Italia dai nazifascisti nel periodo 1943-1945. Nomi di vittime e colpevoli, date e luoghi di migliaia di eccidi ai danni dei civili. Si tratta delle stragi di Marzabotto – Monte Sole, Sant’Anna di Stazzema, Civitella in Val di Chiana, Fivizzano, Monte Morello, Falterona, Fucecchio e molte altre.

    Dal 2002 al 2008 dirige la Procura militare della Repubblica di La Spezia il Dott. Marco De Paolis e qui istruisce, dopo centinaia di indagini, 450 procedimenti e si celebrano numerosi processi per crimini di guerra che porteranno alla condanna di decine di nazisti. Gli imputati sono tutti cittadini tedeschi e austriaci già appartenenti alle SS germaniche ed al battaglione della famigerata 16^ Divisione granatieri Hermann Goring. Viene istituito per la prima volta in Italia un gruppo investigativo speciale per i crimini di guerra, con missioni ed interrogatori in Germania, ricerche presso gli archivi tedeschi sia militari che di Stato, che riesce in pochi anni, a raccogliere un importante ed imponente materiale probatorio.
    Vengono istruiti processi tra i più importanti della storia della nostra giustizia, sia militare che ordinaria. Per la gravità dei fatti, per il numero di vittime e di parti civili costituite nei giudizi, non vi sono infatti in Italia precedenti giudiziari comparabili ai processi celebrati tra il 2003 ed il 2008 e negli anni successivi. Questi processi hanno accompagnato i superstiti nella ricerca di un senso ai propri lutti rimasti impuniti e l’intera collettività, per ritrovare coscienza e memoria pubblica di quei fatti.
    Nonostante le numerose sentenze della Corte di Cassazione (ex plurimis a Sezioni Unite la n. 5044/2004 e la n. 14202/2008) che limitano la sovranità dello Stato quando le condotte di quest’ultimo integrino crimini contro l’umanità tali da configurare un crimine internazionale, il 3 febbraio 2012 la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja accoglieva il ricorso di Berlino contro Roma per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti, negando la giurisdizione del Giudice Italiano sulle istanze risarcitorie.
    E proprio nei processi civili di risarcimento danni promossi dalle vittime per i crimini nazisti, tra i quali i deportati italiani in Germania, assume un ruolo determinante il Tribunale di Firenze nella persona del Giudice Dott. Luca Minniti. Con tre distinte ordinanze del 2014 infatti, (reg. ord. n. 84, n. 85 e n. 113) il Dott. Minniti sollevava questione di legittimità costituzionale avverso il provvedimento della Corte di Giustizia che negava la giurisdizione del Giudice Italiano in tema di immunità degli Stati quando gli stessi si siano macchiati di crimini di guerra e contro l’umanità, crimini lesivi dei diritti inviolabili delle persone, costituzionalmente garantiti ed identificativi del nostro ordinamento costituzionale (artt. 2 e 24 Cost.).
    La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 238 del 22/10/2014 e con la successiva ordinanza n. 30 del 3/3/2015, dichiarava fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata al Tribunale di Firenze nei confronti della Corte Internazionale di Giustizia.
    La questione dei risarcimenti richiesti dalle vittime dei crimini di guerra commessi dal Terzo Reich è quindi, a tutt’oggi, ancora aperta.

    1562 Vis. 1 Vis. oggi