Radio Cora - FISCO, ITALIA: REDDITO MEDIO 20.690 EURO

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  • FISCO, ITALIA: REDDITO MEDIO 20.690 EURO

    euriIl ministero dell’economia ha diffuso i dati delle dichiarazioni dei redditi persone fisiche (Irpef) per l’anno di imposta 2015. QUADRO GENERALE – Per una corretta interpretazione dei risultati statistici delle dichiarazioni dei redditi e’ utile ricordare i dati macroeconomici dell’anno di riferimento: nel 2015 il PIL ha presentato una crescita del +0,7% in termini reali (+1,4% in termini nominali), mentre il tasso di inflazione e’ stato pari allo 0,5% 1.

    NUMERO DI CONTRIBUENTI – Circa 40,8 milioni di contribuenti hanno assolto l’obbligo dichiarativo, direttamente attraverso la presentazione dei modelli di dichiarazione Unico e 730, ovvero indirettamente attraverso la dichiarazione dei sostituti d’imposta (Certificazione Unica – CU). Il numero totale dei contribuenti e’ risultato in lieve aumento (+0,1%) rispetto all’anno precedente.

    TIPO DI DICHIARAZIONE – Sono 19,7 milioni le persone fisiche che hanno utilizzato il modello 730 con un aumento di 600.000 contribuenti rispetto all’anno precedente; 9,8 milioni di soggetti hanno presentato invece il modello Unico (-500 mila), mentre i dati dei restanti 11,2 milioni di contribuenti, non tenuti alla presentazione della dichiarazione, sono stati acquisiti tramite il modello CU compilato dal sostituto d’imposta.

    REDDITO COMPLESSIVO DICHIARATO – Il reddito complessivo totale dichiarato ammonta a circa 833 miliardi di euro per un valore medio di 20.690 euro. Il confronto omogeneo con l’anno precedente mostra un aumento del reddito complessivo medio dichiarato del +1,3%. Se si osserva il reddito complessivo del contribuente mediano, che rispetto alla media non e’ influenzato da valori outlier (ossia particolarmente elevati), l’importo scende a 16.643 euro. Cio’ significa che la meta’ dei contribuenti non supera 16.643 euro di reddito complessivo dichiarato. L’analisi territoriale conferma che la regione con reddito medio complessivo piu’ elevato e’ la Lombardia (24.520 euro), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (22.860 euro), mentre la Calabria presenta il reddito medio piu’ basso (14.780 euro); anche nel 2015 il reddito medio nelle regioni del Sud e del Centro e’ cresciuto meno rispetto alla media nazionale.

    TIPOLOGIE DI REDDITO DICHIARATE – I redditi da lavoro dipendente e da pensione rappresentano circa l’82% del reddito complessivo dichiarato; il reddito da pensione, rappresenta circa il 30% del totale del reddito complessivo. I lavoratori autonomi hanno il reddito medio piu’ elevato, pari a 38.290 euro5 , mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori e’ pari a 19.990 euro . Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti e’ pari a 20.660 euro, quello dei pensionati a 16.870 euro e, infine, il reddito medio da partecipazione in societa’ di persone ed assimilate risulta di 17.020 euro. Si ricorda che la quasi totalita’ dei redditi da capitale e’ soggetta a tassazione sostitutiva e non rientra pertanto nell’Irpef. E’ opportuno ribadire che per “imprenditori” nelle dichiarazioni Irpef si intendono i titolari di ditte individuali, escludendo pertanto chi esercita attivita’ economica in forma societaria; inoltre la definizione di imprenditore non puo’ essere assunta come sinonimo di “datore di lavoro” in quanto la gran parte delle ditte individuali non ha personale alle proprie dipendenze. Sarebbe pertanto improprio utilizzare i dati sopra riportati per confrontare i redditi degli “imprenditori” con quelli dei “dipendenti”. Rispetto al 2014, il reddito medio da pensione mostra una crescita del +1%, confermando il trend degli anni precedenti. Crescono anche i redditi medi d’impresa (+8,6%)8, da lavoro autonomo (+7,6%) e da partecipazione (+6,1%), anche per effetto della contrazione del numero dei dichiaranti con livelli reddituali bassi9 . Diminuiscono lievemente invece i redditi medi da lavoro dipendente (-0,2%). Nel 2015 l’ammontare del reddito da fabbricati soggetto a tassazione ordinaria ammonta a 28,2 miliardi di euro, con una riduzione del 5,7% rispetto al 2014. I redditi da fabbricati di immobili locati soggetti a tassazione sostitutiva (cedolare secca) presentano un incremento del 13,5%, se soggetti ad aliquota ordinaria (al 21%) e del 55,3% se soggetti ad aliquota ridotta.(

     IMPOSTA NETTA – Non considerando gli effetti del bonus 80 euro, descritti di seguito, l’imposta netta Irpef risulta pari in media a 5.020 euro (+2% rispetto all’anno precedente, sostanzialmente in linea con la crescita del PIL nominale) ed e’ dichiarata da circa 30,9 milioni di soggetti, pari al 76% del totale dei contribuenti. Circa 10 milioni di soggetti hanno un’imposta netta pari a zero. Si tratta prevalentemente di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di coloro la cui imposta lorda si azzera per effetto delle numerose detrazioni riconosciute dal nostro ordinamento. Inoltre, considerando i soggetti la cui imposta netta e’ interamente compensata dal bonus mensile di 80 euro, i soggetti che di fatto non versano l’Irpef salgono a circa 12,2 milioni. L’imposta netta totale dichiarata, pari a 155,2 miliardi di euro, e’ in aumento del 2,6% rispetto all’anno precedente10 . Considerando gli effetti del bonus 80 euro, l’imposta netta aumenta solo dello 0,7%, meno della variazione del pil nominale.

    BONUS IRPEF 80 EURO – A partire dall’anno d’imposta 2015 e’ stato reso permanente il credito “Bonus Irpef” per i titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati, a condizione che l’imposta sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente ed il reddito complessivo non sia superiore a 26.000 euro. L’importo del Bonus Irpef spetta per un totale annuo di 960 euro (80 euro al mese) per coloro che hanno un reddito complessivo fino a 24.000 euro; al superamento di tale limite il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di 26.000 euro. L’anno precedente il bonus spettava per un totale di 640 euro (80 euro al mese a partire da maggio 2014). Dalle dichiarazioni 2016 risulta che il numero dei soggetti aventi diritto al bonus e’ di circa 11,2 milioni, per un ammontare totale di circa 9 miliardi di euro e una cifra media di 800 euro. Il credito, come e’ noto, viene attribuito dal datore di lavoro in busta paga, esclusivamente sulla base del reddito da egli stesso erogato. In sede di dichiarazione, invece, e’ necessario procedere al ricalcolo del credito spettante tenendo conto di tutti i redditi dichiarati, non solo del reddito erogato dal datore di lavoro: se il bonus spettante risulta maggiore di quello calcolato dal sostituto d’imposta e’ possibile far valere in dichiarazione la quota non ancora erogata; al contrario, se la quota spettante del bonus risulta inferiore all’importo gia’ erogato, l’eccedenza deve essere recuperata in dichiarazione.

     Dall’analisi delle dichiarazioni fiscali, i soggetti che hanno fruito del bonus in sede di dichiarazione per l’intero ammontare risultano 514.000, mentre 1.009.000 soggetti ne hanno recuperato in dichiarazione una quota, a integrazione dell’importo gia’ in parte erogato dal sostituto d’imposta. Di converso, tra gli 11,9 milioni di soggetti che avevano ottenuto il bonus dal datore di lavoro, circa 966.000 hanno dovuto restituire integralmente il bonus in sede di dichiarazione, mentre 765.000 soggetti hanno dovuto restituire solo una parte del bonus ricevuto. Si tratta di contribuenti titolari di ulteriori redditi rispetto a quelli presi in considerazione dal sostituto d’imposta, che li hanno portati a superare la soglia fissata per avere diritto al beneficio, oppure di contribuenti non aventi diritto al bonus perche’ l’imposta dovuta e’ risultata inferiore alle detrazioni per lavoro dipendente. In quest’ultimo caso i soggetti hanno ottenuto la restituzione delle ritenute Irpef indebitamente versate (pari complessivamente a 697 milioni di euro rispetto ai 508 milioni di euro di bonus restituito).

     

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