Radio Cora - VOUCHER, RAPPORTO INCA: “‘BUONI’ SOLO PER OSCURARE LAVORO E TUTELE”

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    donne-e-lavoro-in-fabbrica-814321I voucher sono buoni per oscurare lavoro e tutele“. Questi i commenti che nascono dai risultati del dossier sui voucher realizzato dall’Inca, il patronato della Cgil, e presentato oggi a Roma. “I lavoratori pagati con voucher -spiega l’Inca- hanno meno tutele previdenziali e nessuna garanzia di un posto di lavoro stabile. Trattandosi solo ‘nominalmente’ di attività accessorie, sono esposti alla cosiddetta occasionalità di lavoro che si traduce, nell’attualità dei fatti, nella totale discrezionalità dell’azienda di utilizzarli in qualsiasi momento e senza alcun vincolo contrattuale, neppure di durata”.

    “Anche il provvedimento sulla cosiddetta tracciabilità -fa notare l’Inca- non cambia il profilo precario di questi lavoratori che molto spesso lavorano più ore rispetto a quanto percepito (in termini di numero di voucher). Perciò, il presunto valore nominale orario di ciascun buono viene completamente oscurato. I numerosi casi denunciati dalla Cgil fanno emergere, infatti, come la retribuzione di una intera giornata di lavoro non è corrispondente al numero dei voucher effettivamente riscossi da ciascun lavoratore occasionale“.

    “Un bel risparmio -osserva il patronato della Cgil- per il sistema imprese, ma anche un’occasione ghiotta per Inps e Inail di incamerare somme di denaro, sotto forma di contributi previdenziali, assicurativi contro gli infortuni e di servizio obbligatori, che il lavoratore dovrà pagare, senza ricevere in cambio alcuna prestazione. Un contributo che se raffrontato al valore nominale di ciascun voucher (10 euro) è drammaticamente più pesante di quello previsto per i dipendenti contrattualizzati”.

    “Ancora di più -rimarca l’Inca nel Rapporto- se volesse per assurdo rispettare le regole pensionistiche previste per la generalità degli altri lavoratori. Infatti, per raggiungere il requisito contributivo per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi, per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini nel 2017) dovrebbe lavorare oltre 73 anni, se donna o 74, se uomo e rincorrere anche lui (inutilmente, potremmo aggiungere)”. “L’indice della speranza di vita, cui è legato l’adeguamento progressivo dell’anzianità contributiva. Una situazione tanto paradossale, quanto umanamente e drammaticamente impossibile da raggiungere“.(Dks/Adnkronos)

     

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